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Perché continuano a chiedere soldi dopo una truffa trading? Molte vittime di una truffa trading pensano che, una volta effettuato il primo investimento, il denaro possa essere semplicemente ritirato in qualsiasi momento. La realtà, purtroppo, è spesso molto diversa.

Uno degli schemi più diffusi consiste nel convincere il consumatore a effettuare pagamenti sempre nuovi, giustificati con motivazioni apparentemente credibili. In questo modo il falso broker cerca di ottenere ulteriori somme sfruttando la speranza della vittima di recuperare il capitale già investito.

Richieste di denaro successive a una truffa trading online

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24 · Ultimo aggiornamento sostanziale: 11 settembre 2026

Dopo il primo investimento continuano a chiederti altri soldi? Descrivi le richieste ricevute e i pagamenti già effettuati: l’invio è senza impegno e ti risponderemo entro qualche ora lavorativa.

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“Per prelevare deve pagare le tasse”

Una delle richieste più frequenti riguarda il presunto pagamento delle imposte.

Il broker comunica che il conto presenta elevati profitti ma che, prima di autorizzare il prelievo, sarebbe necessario versare una somma destinata alle autorità fiscali.

Questa spiegazione viene spesso accompagnata da documenti apparentemente ufficiali o da ricevute prive di qualsiasi valore giuridico.

Nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di un ulteriore tentativo di ottenere denaro.

Le commissioni di sblocco del conto

Un’altra motivazione molto diffusa riguarda le cosiddette commissioni di sblocco.

Alla vittima viene comunicato che:

  • il conto è temporaneamente bloccato;
  • è necessario attivare il prelievo;
  • serve una commissione amministrativa;
  • occorre pagare un costo bancario internazionale.

Anche in questo caso, dopo il pagamento, il denaro continua normalmente a non essere disponibile.

Le presunte verifiche antiriciclaggio (AML)

Sempre più frequentemente i truffatori parlano di procedure AML (Anti Money Laundering).

Secondo la loro versione sarebbe necessario versare una cauzione o una commissione per dimostrare la provenienza lecita dei fondi.

In realtà queste richieste vengono spesso utilizzate esclusivamente per convincere la vittima a effettuare un nuovo bonifico.

Le commissioni blockchain

Quando gli investimenti riguardano criptovalute, il broker può sostenere che sia necessario pagare:

  • commissioni blockchain;
  • costi della rete;
  • spese del wallet;
  • costi del miner;
  • commissioni per il trasferimento delle criptovalute.

Anche queste richieste devono essere valutate con estrema prudenza, soprattutto quando vengono formulate direttamente dal presunto intermediario.

“Manca solo quest’ultimo pagamento”

Una frase ricorrente nelle truffe trading è:

“Dopo quest’ultimo pagamento riceverà immediatamente tutto il denaro.”

Molti consumatori effettuano il versamento proprio perché hanno già investito somme importanti e temono di perdere tutto.

Questo meccanismo psicologico prende il nome di escalation dell’impegno: la vittima continua a investire nella speranza di recuperare quanto già perso.

Perché insistono così tanto?

Il motivo è semplice.

I truffatori sanno che una persona che ha già investito migliaia di euro potrebbe essere disposta a pagarne ancora qualche centinaio o qualche migliaio pur di recuperare il capitale.

Per questo motivo le richieste diventano progressivamente sempre più pressanti.

Telefonate quotidiane, email insistenti e messaggi su WhatsApp hanno lo scopo di impedire alla vittima di riflettere con lucidità.

Quando le richieste diventano sempre più elevate

In alcuni casi le somme richieste aumentano progressivamente.

Ad esempio:

  • 500 euro per le imposte;
  • 1.500 euro per lo sblocco del conto;
  • 3.000 euro per la verifica AML;
  • ulteriori pagamenti per presunte assicurazioni.

Ogni volta viene assicurato che si tratti dell’ultimo versamento necessario.

Nella pratica, però, dopo ogni pagamento ne viene richiesto un altro.

Cosa fare se il broker continua a chiedere denaro

Se il broker continua a formulare nuove richieste è consigliabile:

  • non effettuare ulteriori bonifici;
  • non inviare criptovalute;
  • conservare tutte le comunicazioni ricevute;
  • salvare screenshot delle richieste;
  • annotare date, importi e motivazioni addotte.

Questa documentazione può essere utile per ricostruire l’intera vicenda.

Attenzione alla Recovery Scam

Dopo l’interruzione dei rapporti con il broker è possibile essere contattati da soggetti nuovi che promettono di recuperare le somme perdute dietro il pagamento di commissioni o anticipi.

Questo è un percorso distinto dalle richieste che arrivano ancora dallo stesso broker: rientra nel rischio di Recovery Scam. Se invece il nuovo pagamento viene chiesto dalla stessa piattaforma come condizione per autorizzare il prelievo, il riferimento resta la guida sul prelievo bloccato.

Conclusioni

Le continue richieste di denaro rappresentano uno degli elementi più caratteristici delle truffe trading.

Tasse, commissioni, verifiche antiriciclaggio o costi di sblocco vengono spesso utilizzati come pretesto per convincere la vittima a effettuare ulteriori pagamenti.

Quando il broker continua a chiedere denaro dopo l’investimento iniziale è opportuno interrompere ogni nuovo versamento, conservare tutta la documentazione e valutare attentamente la situazione. Se la perdita è già maturata e l’obiettivo diventa capire quali iniziative siano ancora valutabili, il percorso prosegue dalla guida sul recupero dopo una truffa trading.

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    Approfondimenti utili

    Fonti utili per verificare una proposta di investimento

    Per controllare avvisi, operatori e segnali di rischio puoi consultare la sezione CONSOB – Occhio alle truffe finanziarie, il portale della Polizia Postale e l’area ESMA – Investor Corner.

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