Questa pagina riguarda un caso preciso: durante il tentativo di prelievo, la stessa piattaforma o il referente del broker chiede una “tassa AML”, una commissione antiriciclaggio o un altro versamento come condizione per sbloccare il conto o liberare i fondi. La richiesta va verificata prima di pagare.
Se invece, dopo la perdita, compare un nuovo soggetto che promette di recuperare il denaro dietro un pagamento anticipato, il percorso è diverso e va trattato come possibile Recovery Scam.
Non effettuare nuovi pagamenti senza aver verificato la situazione. Raccontaci brevemente cosa è successo: l’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.
INVIA LA TUA SEGNALAZIONE
La comunicazione può arrivare:
- tramite WhatsApp;
- via email;
- con telefonate insistenti;
- oppure direttamente all’interno della piattaforma.
In genere il messaggio è questo:
“Per sbloccare il conto è necessario versare una tassa AML”,
“Serve un pagamento finale per completare il prelievo”,
“Bisogna verificare il wallet”,
“È richiesta una commissione antiriciclaggio”.
In realtà, molto spesso, si tratta della cosiddetta “seconda truffa”.

Cos’è la tassa AML nel trading online
AML significa “Anti Money Laundering”, cioè normativa antiriciclaggio.
I broker regolari effettuano normalmente verifiche sull’identità dei clienti e sull’origine dei fondi, ma nelle truffe online questo termine viene spesso utilizzato impropriamente per convincere la vittima a inviare altro denaro.
Molte piattaforme sostengono che:
- il conto sarebbe temporaneamente bloccato;
- il prelievo sarebbe sospeso;
- i fondi sarebbero pronti ma non liberabili;
- oppure che serva un “deposito temporaneo”.
In realtà, nella maggior parte dei casi, il problema non è tecnico ma fraudolento.
Come funziona lo schema della seconda truffa
Dopo il primo investimento, la vittima viene gradualmente convinta che:
- il conto sta crescendo;
- i guadagni sono reali;
- il prelievo è imminente.
Quando però viene chiesto di ritirare il denaro, iniziano improvvisamente:
- problemi AML;
- verifiche fiscali;
- blocchi di sicurezza;
- richieste di tasse;
- commissioni impreviste;
- costi di conversione;
- richieste di “attivazione”.
Molte persone, dopo aver già investito migliaia di euro, finiscono per versare ulteriori somme nella speranza di recuperare almeno una parte del capitale.
Quando la richiesta arriva ancora dalla stessa piattaforma durante il prelievo, il tema resta lo sblocco del conto. Il Recovery Scam è invece uno scenario distinto: compare un nuovo soggetto che sostiene di poter recuperare somme già perdute e chiede un pagamento anticipato.
Scenario diverso: quando compare un falso recuperatore
Se il rapporto con il broker è già terminato e un soggetto diverso ti contatta promettendo il recupero dei fondi, non siamo più nell’intento “tassa AML per sbloccare il conto”. È il percorso specifico della Recovery Scam dopo il trading. Alcuni soggetti si presentano come:
- società di recupero fondi;
- consulenti internazionali;
- investigatori blockchain;
- studi specializzati;
- intermediari esteri.
Anche qui spesso viene chiesto:
- un pagamento anticipato;
- una commissione iniziale;
- una tassa AML finale;
- oppure un costo “necessario” per sbloccare i fondi.
È importante prestare massima attenzione perché molte vittime vengono colpite una seconda volta proprio dopo aver cercato aiuto online.
Cosa fare se il broker chiede altri soldi
Se una piattaforma di trading richiede ulteriori versamenti per:
- sbloccare il conto;
- autorizzare il prelievo;
- verificare il wallet;
- pagare tasse AML;
- completare operazioni.
In presenza di richieste di questo tipo è opportuno fermarsi e verificare con attenzione la situazione prima di effettuare qualsiasi altro pagamento.
In molti casi:
- il denaro risulta già perso;
- il broker non è realmente autorizzato;
- i referenti cambiano continuamente;
- vengono usati numeri esteri o identità false;
- le promesse di recupero servono solo a ottenere nuovi pagamenti.
Per maggiori informazioni sulle truffe finanziarie online è possibile consultare anche:
- CONSOB – attenzione alle truffe finanziarie online
- Polizia Postale – consigli contro le truffe online
Se hai già pagato la tassa AML: cosa documentare
Questa pagina non sostituisce la valutazione generale del recupero: qui serve soprattutto documentare la richiesta di sblocco e il pagamento già effettuato. Se la perdita è ormai maturata, il percorso successivo è la ricostruzione dei pagamenti e delle possibilità di recupero dopo una truffa trading.
Possono assumere rilievo:
- modalità dei pagamenti;
- tempistiche;
- banca utilizzata;
- eventuali beneficiari italiani;
- utilizzo di carte o bonifici;
- documentazione disponibile;
- conversazioni WhatsApp;
- email ricevute;
- eventuali operazioni ancora contestabili.
Il fattore tempo spesso è importante.
Per questo motivo è utile conservare:
- ricevute;
- estratti conto;
- screenshot;
- numeri telefonici;
- nominativi utilizzati;
- cronologia dei pagamenti.
Conclusioni
Quando una piattaforma di trading chiede ulteriori soldi per sbloccare il conto o completare un prelievo è necessario prestare molta attenzione.
Le richieste di:
- tasse AML;
- commissioni finali;
- verifiche di sicurezza;
- depositi temporanei.
Richieste presentate con queste formule possono rappresentare il proseguimento della stessa frode iniziale o un successivo tentativo di recovery scam.
Prima di effettuare ulteriori pagamenti è opportuno verificare attentamente la situazione e ricostruire tutta l’operatività effettuata.
Link utili
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Domande frequenti
Una piattaforma può chiedere una tassa AML per consentire il prelievo?
Le verifiche antiriciclaggio esistono realmente, ma una richiesta di inviare altro denaro a un broker o a un soggetto sconosciuto per “liberare” fondi già propri è un forte segnale di rischio e va verificata prima di qualsiasi pagamento.
Se sul conto della piattaforma vedo un saldo elevato significa che quei soldi esistono davvero?
Non necessariamente. Nelle frodi di trading il saldo mostrato nell’area riservata può essere soltanto un dato interno alla piattaforma. La verifica decisiva è la possibilità effettiva di prelevare e la reale identità/autorizzazione dell’intermediario.
È utile conservare chat e ricevute anche se ho già pagato?
Sì. Cronologia dei pagamenti, coordinate dei beneficiari, estratti conto, wallet, email, chat e numeri utilizzati possono essere importanti per ricostruire la vicenda e valutare le iniziative possibili.
Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24. Ultimo aggiornamento sostanziale: 15 settembre 2026.
Ti stanno chiedendo altri soldi per sbloccare un conto trading?
Raccontaci brevemente la vicenda e indica come hai pagato, a chi, quali somme hai già versato e quale motivazione ti viene data per il nuovo pagamento. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.