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Come annullare un contratto già firmato: quando è possibile

Come annullare un contratto già firmato? È una delle domande più frequenti quando, dopo la sottoscrizione, il consumatore si accorge che le condizioni sono diverse da quelle attese, cambia idea sull’acquisto oppure emergono problemi con l’azienda.

Aver firmato un contratto non significa però né che sia sempre possibile liberarsene semplicemente comunicando la propria volontà, né che il consumatore sia necessariamente vincolato in qualsiasi circostanza.

Occorre capire come è stato concluso il contratto, cosa prevede, quando è stato firmato e quale problema è successivamente emerso.

In alcuni casi può essere possibile esercitare il diritto di recesso; in altri può essere necessario contestare il contratto, valutarne l’annullabilità oppure chiedere la risoluzione per un inadempimento della controparte.

Questa guida fa parte dell’approfondimento generale di Consumatori24 dedicato ai problemi con un contratto:

https://www.noiconsumatori.net/problemi-con-un-contratto/

Come annullare un contratto già firmato e tutelare i diritti del consumatore

Si può annullare un contratto dopo averlo firmato?

Non esiste una regola secondo cui qualsiasi contratto possa essere annullato entro un determinato numero di giorni dalla firma.

È necessario distinguere situazioni giuridicamente differenti:

  • diritto di recesso;
  • recesso previsto dal contratto;
  • annullabilità del contratto;
  • eventuale nullità;
  • risoluzione per inadempimento;
  • accordo tra le parti per sciogliere il rapporto.

La prima domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere soltanto “come annullo il contratto?”, ma per quale motivo voglio uscire dal contratto?

La risposta può cambiare completamente la tutela utilizzabile.

Quando esiste il diritto di recesso

In determinate tipologie di contratti conclusi tra un professionista e un consumatore, la normativa riconosce un diritto di recesso.

È il caso, ricorrendone i presupposti, di molti contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali.

Il Codice del Consumo disciplina il diritto di recesso e le relative modalità. Il testo aggiornato della normativa può essere consultato sul portale ufficiale Normattiva:

https://www.normattiva.it/

È però importante non applicare automaticamente questa disciplina a qualsiasi contratto.

Il tipo di bene o servizio acquistato, il luogo e le modalità della conclusione del contratto e le eventuali eccezioni previste dalla normativa possono incidere sulla possibilità di esercitare il recesso.

Contratto firmato porta a porta

Una situazione particolarmente frequente riguarda i contratti sottoscritti presso l’abitazione del consumatore.

Può trattarsi, ad esempio, di acquisti relativi a impianti, depuratori, prodotti per la casa o altri beni e servizi proposti attraverso una visita commerciale.

Quando il consumatore decide di intervenire solo successivamente può inoltre accadere che il normale termine previsto per il recesso sia già trascorso.

Consumatori24 ha dedicato un approfondimento specifico proprio a cosa fare quando il termine per il recesso da un contratto porta a porta è scaduto:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/recesso-contratto-scaduto-cosa-fare-per-annullare-un-accordo-porta-a-porta/

Contratto firmato con informazioni ingannevoli

Un caso diverso si verifica quando il consumatore sostiene di aver sottoscritto il contratto sulla base di informazioni che successivamente risultano non corrispondere alla realtà.

In questa situazione il problema non è necessariamente un semplice ripensamento.

Occorre ricostruire quali informazioni siano state fornite prima della firma, cosa preveda effettivamente il contratto e quali elementi possano essere documentati.

Su questo tema puoi consultare:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/contratto-firmato-con-inganno/

Le pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra professionisti e consumatori rientrano inoltre nelle materie sulle quali interviene l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato:

https://www.agcm.it/

Contratto firmato sotto pressione

Esistono anche situazioni nelle quali il consumatore riferisce di aver firmato dopo una forte insistenza commerciale, senza aver avuto la possibilità di comprendere pienamente la portata dell’accordo oppure in circostanze che ritiene problematiche.

La sola sensazione di essere stati sottoposti a pressione non determina automaticamente l’annullamento del contratto.

È necessario ricostruire concretamente ciò che è accaduto e verificare la documentazione.

Consumatori24 ha approfondito anche questa fattispecie:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/contratto-firmato-pressione/

Contratto non rispettato dall’azienda

Può accadere che il consumatore non voglia inizialmente sciogliersi dal contratto, ma che sia l’impresa a non rispettare quanto concordato.

Alcuni esempi possono riguardare:

  • lavori mai completati;
  • prodotto diverso da quello ordinato;
  • prestazione differente da quella concordata;
  • ritardi rilevanti;
  • caratteristiche promesse ma assenti;
  • servizio eseguito solo parzialmente.

In questi casi il problema può riguardare l’inadempimento contrattuale e non il semplice diritto di ripensamento.

Quando, ad esempio, un’impresa realizza opere differenti da quelle previste, può essere utile approfondire il tema dei lavori difformi dal contratto:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/lavori-difformi-dal-contratto/

Cosa succede se c’è anche un finanziamento

Questa è una delle situazioni nelle quali è più importante evitare iniziative affrettate.

Molti beni e servizi vengono acquistati attraverso un finanziamento.

Il consumatore può quindi trovarsi davanti al contratto relativo al bene o servizio e al rapporto di finanziamento utilizzato per pagarne il prezzo.

Contestare il contratto principale non significa necessariamente poter interrompere autonomamente le rate del finanziamento.

Occorre verificare la documentazione e la relazione esistente tra i rapporti contrattuali.

Approfondimento:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/annullare-finanziamento-contratto/

Contratti per depuratori e prodotti per la casa

Un esempio concreto riguarda i contratti per depuratori e altri prodotti venduti attraverso appuntamenti commerciali presso il consumatore.

In questi casi possono assumere particolare importanza:

  • luogo della sottoscrizione;
  • data del contratto;
  • informazioni fornite dal venditore;
  • documentazione consegnata;
  • eventuale finanziamento;
  • comunicazioni successive.

Consumatori24 ha predisposto una guida specifica sulla contestazione dei contratti per depuratori:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/contratto-depuratore-contestazione/

Contratti telefonici mai richiesti

Un’altra situazione riguarda il consumatore che contesta addirittura di aver richiesto il contratto.

Ciò può verificarsi nel settore della telefonia, dove la controversia può riguardare l’esistenza o le modalità di acquisizione del consenso.

Approfondimento:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/contratto-telefonico-mai-richiesto/

Contratti luce e gas non richiesti

Problemi analoghi possono sorgere nel mercato dell’energia quando il consumatore contesta un cambio di fornitore oppure l’attivazione di un contratto che sostiene di non aver richiesto.

Consumatori24 ha dedicato un approfondimento anche ai contratti di energia non richiesti:

https://www.noiconsumatori.net/notizie-tutela-assistenza-consumatori/contratti-di-energia-non-richiesti-come-tutelarsi/

Quali documenti servono per verificare se un contratto può essere annullato

Prima di inviare una contestazione è utile ricostruire esattamente il rapporto.

Tra i documenti che possono essere importanti vi sono:

  • contratto sottoscritto;
  • condizioni generali;
  • ordine o preventivo;
  • eventuale finanziamento;
  • ricevute dei pagamenti;
  • e-mail;
  • PEC;
  • messaggi WhatsApp;
  • materiale pubblicitario;
  • eventuali comunicazioni di recesso già inviate;
  • risposte ricevute dall’azienda.

È importante conservare anche le comunicazioni precedenti alla firma quando possono documentare ciò che era stato promesso.

Cosa non fare se vuoi uscire da un contratto

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare il contratto automaticamente annullato dopo una telefonata o una semplice comunicazione informale.

È inoltre opportuno evitare di interrompere autonomamente pagamenti o finanziamenti senza aver prima verificato le conseguenze.

Allo stesso modo, non è consigliabile attendere a lungo quando potrebbe essere applicabile un termine per esercitare un determinato diritto.

La tempestività può essere determinante.

Come contestare il contratto

Quando emergono elementi che giustificano una contestazione, può essere necessario inviare una comunicazione formale alla controparte indicando chiaramente:

  • il contratto interessato;
  • i fatti contestati;
  • le richieste del consumatore;
  • la documentazione rilevante.

Non esiste però una lettera standard adatta a qualsiasi contratto.

Una contestazione per un contratto di vigilanza può richiedere argomentazioni completamente diverse rispetto a una relativa a un corso di formazione, un impianto fotovoltaico, una fornitura energetica o un acquisto finanziato.

Come può aiutare Consumatori24

Consumatori24 esamina le problematiche contrattuali segnalate dai consumatori verificando la documentazione e ricostruendo le modalità con cui il rapporto è stato concluso.

La valutazione preliminare serve innanzitutto a comprendere quale sia il problema giuridicamente rilevante: recesso, possibile irregolarità nella formazione del contratto, inadempimento della controparte, finanziamento collegato oppure altra contestazione.

Quando emergono elementi meritevoli di tutela, l’Associazione può assistere il consumatore nella fase stragiudiziale e nella predisposizione delle contestazioni nei confronti della controparte.

Per ulteriori informazioni istituzionali sui diritti dei consumatori è possibile consultare anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy:

https://www.mimit.gov.it/

Vuoi sapere se puoi annullare un contratto già firmato?

Se hai sottoscritto un contratto e vuoi capire se esistono i presupposti per esercitare il recesso, contestarlo oppure richiederne l’annullamento o la risoluzione, puoi sottoporre la documentazione a Consumatori24.

L’Associazione effettuerà una valutazione preliminare della situazione, verificando la tipologia di contratto, le modalità della sottoscrizione e la documentazione disponibile.

    Domande frequenti

    Ho firmato un contratto: posso annullarlo subito?

    Non necessariamente. Occorre verificare la tipologia di contratto, come è stato concluso e se esiste un diritto di recesso o un’altra causa che consenta di contestarlo.

    Tutti i contratti possono essere annullati entro 14 giorni?

    No. Il diritto di recesso previsto per determinate tipologie di contratti non deve essere confuso con un diritto generale ad annullare qualsiasi accordo entro 14 giorni.

    Posso annullare un contratto firmato a casa?

    In determinate circostanze i contratti conclusi fuori dai locali commerciali sono soggetti a specifiche regole sul diritto di recesso. Occorre verificare il caso concreto e le eventuali eccezioni.

    Cosa posso fare se sono già trascorsi i termini per il recesso?

    La scadenza del termine di recesso non significa necessariamente che qualsiasi altra contestazione sia impossibile. Bisogna verificare se esistano differenti presupposti relativi alla validità o all’esecuzione del contratto.

    Posso smettere di pagare se voglio annullare il contratto?

    Non automaticamente. Sospendere unilateralmente i pagamenti può avere conseguenze e la posizione deve essere valutata prima di procedere.

    Se il contratto è finanziato posso bloccare le rate?

    La presenza di un finanziamento richiede una valutazione specifica. Non è opportuno interrompere autonomamente le rate presumendo che la contestazione del contratto principale determini automaticamente la cessazione del finanziamento.