Treviso, 18 febbraio 2025 – Continua a crescere il numero di consumatori raggirati da piattaforme di trading online non regolamentate. Secondo le ultime stime, nell’ultimo anno le segnalazioni di truffe sono aumentate del 40%, con perdite complessive superiori ai 150 milioni di euro. Il meccanismo è ormai collaudato: attraverso pubblicità aggressive sui social network e sui motori di ricerca, gli utenti vengono attirati da promesse di guadagni facili e sicuri. Una volta registrati sulle piattaforme, spesso con sede in paradisi fiscali, vengono contattati da sedicenti consulenti finanziari che li convincono a investire piccole somme iniziali. Dopo i primi presunti profitti, le vittime vengono spinte a versare cifre sempre più alte, fino a quando, improvvisamente, il conto scompare o la piattaforma diventa irraggiungibile.
“Abbiamo ricevuto un numero crescente di segnalazioni da parte di persone che si sono ritrovate con il conto svuotato dopo essere state attirate da promesse di facili guadagni”, dichiara un portavoce di Consumatori24. “Queste piattaforme spesso operano dall’estero, rendendo difficile il recupero dei fondi, ma è fondamentale che i consumatori siano informati e non cadano in queste trappole”.
Molte delle piattaforme coinvolte operano attraverso siti web cloni di broker autorizzati, utilizzando recensioni e testimonianze false per guadagnare credibilità. In alcuni casi, vengono addirittura aperti conti intestati alle vittime presso istituti bancari di comodo, facilitando lo spostamento del denaro e rendendo ancora più complessa la sua tracciabilità. “Chiunque si avvicini al mondo degli investimenti dovrebbe verificare attentamente che il broker sia autorizzato dagli enti di vigilanza finanziaria, come la Consob in Italia o la CySEC a livello europeo”, avverte Consumatori 24.
Ma cosa fare se si è già caduti in una truffa? Secondo gli esperti, è fondamentale agire tempestivamente. Innanzitutto, bisogna bloccare eventuali pagamenti ancora in corso e segnalare subito la frode alla propria banca per tentare di avviare una procedura di rimborso, come il chargeback per i pagamenti con carta di credito. Contestualmente, è necessario presentare una denuncia formalmente rilevante all’Autorità giudiziaria. Attraverso le associazioni come Consumatori24, si possono supportare le vittime nella raccolta delle prove e nell’attivazione di canali di trattativa con le piattaforme coinvolte.
“Molti credono che, una volta persi i soldi, non ci sia più nulla da fare”. “In realtà, muovendosi in fretta, è possibile tentare di recuperare almeno parte delle somme truffate e, impedire che altre persone cadano nello stesso raggiro”. Nel frattempo, le autorità stanno intensificando i controlli per contrastare queste pratiche illegali, mentre cresce la richiesta di normative più severe per tutelare i piccoli investitori.