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Dopo una truffa con bonifico, le ore immediatamente successive possono essere decisive per tentare il richiamo o l’interlocuzione con la banca destinataria. Non sempre il recupero è possibile e il solo fatto di aver chiesto un richiamo non garantisce la restituzione del denaro. Tuttavia, quando il cliente segnala rapidamente la frode e ha la percezione che la richiesta sia stata inoltrata tardi, in modo incompleto o senza un seguito chiaro, diventa importante ricostruire con precisione tempi, comunicazioni e passaggi tra gli intermediari.

Smartphone utilizzato per operazioni bancarie, immagine illustrativa per frodi e pagamenti
Photo by Luis Villasmil on Unsplash

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 22 settembre 2026.

Per il quadro generale sui trasferimenti contestati consulta la guida sul bonifico fraudolento e sul rimborso negato.

Hai segnalato subito un bonifico fraudolento ma il richiamo sembra essere stato gestito in ritardo?

Indica orario del bonifico, momento della segnalazione, canali usati, risposte ricevute e quando ti è stato comunicato l’esito del richiamo.

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Il richiamo non equivale a un annullamento automatico

Una volta eseguito un bonifico, soprattutto se istantaneo, la possibilità di recuperare le somme dipende da molti fattori: stato dell’operazione, disponibilità dei fondi sul conto destinatario, collaborazione tra intermediari e circostanze della frode. Per questo una richiesta di richiamo non va confusa con un diritto automatico all’annullamento.

Il punto della contestazione può però diventare il modo in cui la segnalazione è stata presa in carico e trasmessa.

Perché gli orari sono più importanti dei ricordi

In una situazione concitata il cliente può ricordare di aver chiamato “subito”, ma ai fini della ricostruzione servono riferimenti verificabili: ora del bonifico, ora della telefonata, apertura del ticket, invio di email o PEC, eventuale accesso in filiale e prima risposta scritta della banca.

La cronologia dovrebbe essere costruita usando documenti e registrazioni disponibili, non solo memoria personale.

Bonifico ordinario e bonifico istantaneo

Le tempistiche tecniche non sono identiche. Un bonifico istantaneo viene eseguito in tempi estremamente brevi e questo riduce il margine operativo dopo l’autorizzazione. In un bonifico ordinario, invece, possono esistere fasi e orari diversi prima dell’accredito definitivo.

Consumatori24 ha dedicato una guida specifica al bonifico istantaneo dopo una truffa.

Cosa conservare della prima segnalazione

Numero chiamato, durata della telefonata, email inviate, ticket, messaggi in app, ricevute della filiale e qualunque riferimento numerico attribuito alla pratica possono essere utili. Se la segnalazione è stata fatta telefonicamente, anche l’elenco chiamate può contribuire a fissare l’orario.

È utile distinguere il momento in cui il cliente ha semplicemente segnalato la frode da quello in cui ha chiesto esplicitamente di tentare il richiamo del bonifico.

La richiesta è stata davvero inoltrata?

Una delle domande più frequenti è se la banca abbia effettivamente contattato l’intermediario del beneficiario e in quale momento. Non sempre il cliente riceve un aggiornamento dettagliato, ma una risposta successiva dovrebbe chiarire almeno l’esito e, quando disponibile, la data di invio della richiesta.

Una semplice frase come “richiamo non riuscito” può lasciare aperti interrogativi sulla sequenza effettiva degli eventi.

Il ruolo della banca del beneficiario

La banca ordinante non controlla direttamente il conto su cui i soldi sono arrivati. Per questo il recupero può dipendere anche dalle verifiche e dalle disponibilità presso l’intermediario destinatario.

Questo è uno dei motivi per cui non è corretto attribuire automaticamente a un solo soggetto l’esito negativo. La ricostruzione deve distinguere ciò che poteva fare la banca del cliente da ciò che dipendeva dalla banca ricevente.

Se i fondi vengono spostati subito

Nei casi di frode, il denaro può essere trasferito rapidamente verso altri conti, prelevato o convertito. Più tempo trascorre, più la possibilità concreta di intercettare le somme può ridursi.

Ciò non significa che ogni ritardo determini automaticamente una responsabilità, ma rende la tempistica un elemento centrale da documentare.

Quando il cliente viene rassicurato ma non riceve conferme scritte

Può accadere che l’operatore telefonico dica di aver “bloccato tutto” o “avviato il recupero”, mentre nei giorni successivi emerge che il bonifico era già eseguito e che è stato possibile soltanto inviare una richiesta di restituzione.

Le parole usate al telefono possono creare aspettative. Per una valutazione seria occorre però distinguere il linguaggio dell’assistenza dalla natura tecnica dell’operazione.

Richiamo, recall e richiesta di restituzione

Nella pratica possono essere usati termini diversi. Il consumatore non deve necessariamente conoscere il linguaggio interbancario, ma è utile chiedere che la risposta della banca spieghi cosa sia stato effettivamente tentato e quale sia stato l’esito.

Consumatori24 ha una pagina dedicata al richiamo del bonifico dopo una truffa, utile come quadro generale.

Se il bonifico è stato autorizzato dal cliente ingannato

Molte frodi non nascono da un accesso diretto del truffatore al conto, ma dalla manipolazione del pagatore. Il cliente esegue personalmente il bonifico convinto di pagare un fornitore, mettere al sicuro i soldi o aderire a un investimento.

Banca d’Italia distingue le frodi da manipolazione del pagatore dalle operazioni non autorizzate e segnala che il recupero può essere più complesso. Il rapporto istituzionale è disponibile sul sito di Banca d’Italia.

Se il bonifico non era autorizzato

Una disposizione che il cliente dichiara di non aver mai impartito pone questioni diverse rispetto a un pagamento eseguito sotto inganno. In questo caso è importante che il reclamo distingua chiaramente autorizzazione, autenticazione e ricostruzione tecnica dell’accesso.

Mescolare le due fattispecie può indebolire la chiarezza della contestazione.

La verifica del beneficiario nei bonifici

Dal 9 ottobre 2025 la verifica in tempo reale tra IBAN e nome del beneficiario è diventata un presidio rilevante per i bonifici, sia istantanei sia tradizionali. Il sistema segnala eventuali discrepanze prima che il cliente confermi il pagamento.

Questo controllo non elimina ogni frode e non sostituisce la prudenza del pagatore, ma può diventare un elemento da ricostruire quando il caso riguarda un beneficiario diverso da quello atteso.

Quando il problema è una fattura con IBAN sostituito

Le frodi commerciali possono nascere da email compromesse o fatture alterate. Il cliente crede di pagare il vero fornitore, ma il denaro finisce sul conto di un truffatore. In questi casi il richiamo rapido può essere uno dei primi tentativi effettuati dopo la scoperta.

Il quadro va però distinto dalle frodi da falso investimento, da finto operatore bancario o da falso familiare.

Come leggere la risposta al reclamo

La risposta dovrebbe essere confrontata con la cronologia documentata. Se il cliente ha segnalato il problema alle 10:15 e la banca indica che il richiamo è stato inviato molte ore dopo, la distanza temporale merita di essere compresa. Allo stesso tempo va verificato se, al momento della prima chiamata, l’operazione fosse già irrevocabile o accreditata.

Non è il numero di ore, da solo, a decidere la controversia: conta cosa era tecnicamente possibile in ciascun momento.

Quando può essere utile l’ABF

Le controversie tra cliente e intermediario possono in alcuni casi essere sottoposte all’Arbitro Bancario Finanziario dopo il reclamo. L’adeguatezza di questo strumento dipende dalla materia, dalla domanda e dalla documentazione disponibile.

Il sito ufficiale dell’Arbitro Bancario Finanziario contiene informazioni su competenza e procedura.

Quando chiedere assistenza

Una segnalazione tempestiva seguita da molte ore di silenzio, risposte contraddittorie, assenza di una cronologia chiara o una motivazione standard possono giustificare un approfondimento. L’obiettivo non è promettere un recupero, ma capire se la gestione documentata del caso presenti elementi contestabili.

Consumatori24 può analizzare ricevuta del bonifico, contatti con la banca, reclamo e risposta per ricostruire i passaggi essenziali.

Documenti da raccogliere

Sono utili ricevuta completa del bonifico, schermate dell’app, orari delle chiamate, email, ticket, PEC, eventuali verbali di denuncia, reclamo, risposta della banca e tutte le comunicazioni in cui si parla del richiamo.

Se il beneficiario ha successivamente restituito solo una parte delle somme o la banca ha comunicato un recupero parziale, anche questo dato va inserito nella cronologia.

Hai chiesto subito il richiamo ma ritieni che sia stato gestito troppo tardi?

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