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Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.

La recovery scam è una seconda frode che può colpire chi ha già perso denaro in una truffa trading, in un falso investimento o in una vicenda collegata alle criptovalute. La vittima viene ricontattata da qualcuno che sostiene di conoscere la perdita e promette di recuperare le somme, spesso dietro il pagamento anticipato di tasse, commissioni o spese.

Il fatto che il nuovo interlocutore conosca il nome della piattaforma, l’importo perso o altri dettagli non dimostra che sia affidabile. I dati possono provenire dalla stessa rete della prima frode, essere stati ceduti ad altri soggetti oppure essere stati ricavati dalle comunicazioni precedenti.

La recovery scam va distinta da un’attività professionale reale di assistenza o recupero: ciò che conta è verificare identità, incarico, documenti, richieste economiche e soprattutto eventuali promesse di risultato.

Recovery scam e falsa proposta di recupero fondi dopo una truffa trading

Come si presenta una recovery scam

Il contatto può arrivare per telefono, email, WhatsApp o Telegram. Chi chiama può presentarsi come società internazionale di recupero fondi, studio legale, investigatore, esperto blockchain, funzionario di un exchange o persino come soggetto collegato a un’autorità.

Spesso il messaggio è costruito per dare l’impressione che il recupero sia già quasi concluso: i fondi sarebbero stati “tracciati”, “congelati”, “bloccati su un wallet” o “messi a disposizione per il rimborso”. Alla vittima verrebbe chiesto soltanto di completare un ultimo passaggio.

Sei stato ricontattato dopo una truffa trading?

Puoi descrivere a Consumatori24 chi ti ha contattato, quali informazioni conosceva e che cosa ti è stato richiesto. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.

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Perché chi chiama può conoscere già molti dettagli

Uno degli elementi più convincenti è la conoscenza della vicenda precedente. Il nuovo soggetto può sapere quale broker veniva utilizzato, quali somme sono state trasferite, con quale banca o exchange oppure quali documenti erano già stati inviati.

Questa conoscenza non deve essere interpretata come prova di legittimità. Nelle frodi organizzate i dati delle vittime possono essere riutilizzati, condivisi o rivenduti. In altri casi è lo stesso gruppo a ricomparire con nomi, siti e ruoli differenti.

Finta società di recupero, falso avvocato o presunta autorità

La seconda frode può assumere forme diverse. Alcuni soggetti utilizzano siti professionali e documenti con linguaggio giuridico o finanziario; altri inviano certificati, moduli, fatture o comunicazioni con loghi che imitano enti reali.

La presenza di un sito ben costruito, di una firma, di un numero di pratica o di un logo istituzionale non basta a verificare l’identità del mittente. È necessario controllare in modo indipendente il soggetto dichiarato e non utilizzare soltanto recapiti o link forniti nella stessa comunicazione ricevuta.

Per uno scenario più specifico è disponibile anche la pagina sul falso recuperatore di fondi dopo una truffa trading.

Le richieste economiche più ricorrenti

La richiesta di denaro può essere presentata come indispensabile per rendere disponibile una somma che, secondo il nuovo interlocutore, sarebbe già stata recuperata. Le causali cambiano: tassa internazionale, costo AML, commissione blockchain, spesa legale, assicurazione, deposito di garanzia, costo notarile o imposta sul rimborso.

Un elemento particolarmente delicato è la sequenza: dopo un primo pagamento può comparire una nuova condizione, poi un’altra ancora. La promessa del rimborso viene continuamente rinviata mentre la vittima continua a versare.

Se il problema riguarda richieste di tasse o verifiche antiriciclaggio collegate alla piattaforma originaria, puoi consultare anche l’approfondimento sulle false richieste AML, IVA e tasse.

Approfondimenti sulle richieste successive alla prima truffa

Promesse di recupero certo: perché sono un segnale critico

Le possibilità di recupero dopo una frode dipendono da numerosi fattori: modalità del pagamento, tempo trascorso, destinatari, banche coinvolte, carte utilizzate, exchange, wallet e documentazione disponibile. Per questo una promessa di recupero integrale o garantito, formulata prima di un’analisi reale, deve essere considerata con particolare prudenza.

La stessa cautela vale per chi afferma di aver già localizzato i fondi senza spiegare in modo verificabile su quali elementi si basi questa conclusione.

Se il contatto arriva per telefono

La telefonata può essere molto persuasiva perché il soggetto conosce dati della prima vicenda e utilizza un linguaggio apparentemente tecnico. Il numero visualizzato, tuttavia, non identifica da solo chi sta chiamando.

Quando il contatto telefonico è parte di una proposta di investimento o di recupero, è utile ricostruire numero, nome dichiarato, società indicata, sito, email e richieste ricevute. Sul tema del primo contatto è disponibile anche la guida su trading online e truffa telefonica.

Finti rimborsi in criptovalute e wallet da sbloccare

In alcune recovery scam il denaro perso viene rappresentato come già convertito in criptovalute e disponibile su un wallet. Alla vittima può essere chiesto di aprire un account, installare un’applicazione, pagare una commissione di rete oppure versare una somma per “sbloccare” il portafoglio.

La presenza di un indirizzo blockchain o di un saldo visibile non dimostra che la vittima abbia il controllo effettivo dei fondi. Prima di effettuare nuovi trasferimenti è necessario verificare chi controlla il wallet e quale sia il reale significato delle informazioni mostrate.

Cosa conservare quando si sospetta una seconda frode

È utile conservare email, messaggi, numeri telefonici, documenti, siti indicati, coordinate di pagamento, wallet, fatture e ogni comunicazione nella quale viene promesso il recupero. Questi elementi possono essere confrontati con la documentazione della prima frode per capire se esistano collegamenti.

Se sono già stati effettuati ulteriori pagamenti, la loro natura deve essere ricostruita separatamente. Per i bonifici e le carte possono esistere verifiche differenti, senza che ciò comporti automaticamente un diritto al rimborso.

Recovery scam e recupero delle somme originarie sono due problemi distinti

La seconda frode non deve far perdere di vista la vicenda iniziale. La valutazione del pagamento originario può riguardare bonifici, carte, exchange o altri intermediari e deve essere svolta sulla base delle circostanze concrete.

Per una panoramica puoi leggere come valutare il recupero del denaro dopo una truffa agli investimenti e la pagina sul recupero delle somme trasferite nel trading online.

Fonti istituzionali e verifiche indipendenti

Il fenomeno è richiamato anche da fonti istituzionali. Il 21 febbraio 2025 Consob ha diffuso un’Avvertenza sulle cosiddette “truffe al quadrato”, cioè sul finto recupero crediti rivolto a persone già colpite da una precedente frode. La FCA descrive le recovery room scams come contatti successivi a una perdita nei quali viene proposto il recupero dietro pagamento anticipato, e nella pagina aggiornata il 19 gennaio 2026 invita a verificare autonomamente il soggetto che si presenta come recuperatore.

Puoi consultare il comunicato Consob del 21 febbraio 2025, la guida FCA sulle recovery room scams e l’area ESMA dedicata a frodi e scam. Queste fonti aiutano a riconoscere il fenomeno generale; la valutazione del singolo contatto richiede comunque la verifica concreta di identità, incarico e documenti.

Recovery scam: domande frequenti

Se conoscono quanto ho perso significa che sono affidabili?

No. La conoscenza dei dettagli della prima frode non dimostra l’identità o l’affidabilità del nuovo interlocutore.

Una società può chiedere un anticipo per recuperare i fondi?

Esistono servizi professionali che prevedono compensi, ma una richiesta economica accompagnata da promesse di recupero certo, fondi già “sbloccati” o tasse da pagare per ricevere il rimborso richiede una verifica particolarmente rigorosa.

Un documento con logo di un’autorità è sufficiente?

No. Loghi, certificati e firme possono essere imitati. L’autenticità deve essere controllata utilizzando canali ufficiali indipendenti.

Se ho già pagato la seconda società cosa devo conservare?

Conserva la documentazione del pagamento, le comunicazioni, i dati del destinatario, i siti utilizzati e i documenti ricevuti, mantenendoli separati ma collegabili alla prima vicenda.

Vuoi descrivere una proposta di recupero fondi ricevuta dopo una truffa?

Puoi indicare chi ti ha contattato, cosa sosteneva di aver recuperato, quali documenti ha inviato e se sono stati richiesti o effettuati ulteriori pagamenti. La valutazione parte dalla documentazione concreta e dalla verifica dei soggetti coinvolti.

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