Quando l’assicurazione non risponde o la pratica di risarcimento resta bloccata, il problema va ricostruito con precisione: bisogna capire se la richiesta è completa, quale fase dell’istruttoria è ferma, quali documenti risultano acquisiti e se la compagnia abbia comunicato una motivazione concreta.

L’assicurazione non risponde o la pratica è ferma?
Raccontaci brevemente da quanto tempo attendi e cosa hai già inviato. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.
Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 12 settembre 2026.
Quando una pratica può dirsi realmente bloccata
Non ogni periodo di attesa indica un’anomalia. Una pratica può richiedere accertamenti tecnici, integrazioni documentali o verifiche sulla responsabilità. Diventa però importante approfondire quando trascorrono settimane o mesi senza un avanzamento comprensibile, i solleciti restano senza risposta oppure vengono richiesti più volte gli stessi documenti.
- nessun riscontro dopo l’invio della documentazione;
- perizia non fissata o continuamente rinviata;
- assenza di una posizione sulla responsabilità o sulla copertura;
- richieste documentali ripetute o poco chiare;
- nessuna proposta di liquidazione o motivazione del mancato pagamento;
- solleciti già inviati senza un aggiornamento concreto.
Perché la pratica può essere ferma
Le cause possono essere molto diverse: documentazione incompleta, accertamenti tecnici ancora in corso, dubbi sulla copertura, contestazioni sulla dinamica, gestione interna della compagnia o interlocuzioni con il perito. Per questo non è corretto presumere che il ritardo sia necessariamente intenzionale: serve individuare il punto preciso in cui l’istruttoria si è arrestata.
Se l’attesa riguarda specificamente il sopralluogo o la relazione del perito, abbiamo dedicato una pagina al sinistro fermo in attesa della perizia.
Prima di sollecitare: 5 verifiche concrete
- Ricostruisci la data della denuncia e della richiesta di risarcimento.
- Verifica cosa hai già trasmesso e conserva le prove di invio.
- Controlla l’ultima attività reale: perizia, richiesta di integrazione, presa di posizione sulla copertura o proposta.
- Separa il semplice ritardo dal diniego: una pratica ferma richiede un approccio diverso da un rifiuto formalizzato.
- Conserva i solleciti già inviati, perché aiutano a ricostruire i tempi della gestione.
Quali documenti controllare prima di sollecitare
- denuncia e richiesta di risarcimento;
- ricevute o prove dell’invio dei documenti;
- email e lettere della compagnia;
- eventuali richieste di integrazione;
- nomina e comunicazioni del perito;
- reclami o solleciti già trasmessi.
Nei sinistri RC Auto è importante anche verificare se la richiesta di risarcimento contenga gli elementi necessari, perché i termini indicati dalla normativa decorrono in relazione alla richiesta completa.
Tempi RC Auto: cosa indica IVASS
Per i sinistri RC Auto, IVASS indica in generale un termine di 60 giorni per formulare l’offerta in caso di danni alle cose o al veicolo, ridotto a 30 giorni quando il modulo CAI è sottoscritto congiuntamente dai conducenti; per i danni alla persona il termine indicato è di 90 giorni. Il pagamento segue regole ulteriori dopo l’accettazione dell’offerta. I termini vanno sempre letti alla luce della completezza della richiesta e della procedura applicabile.
Se la compagnia ha già chiuso la pratica
Una pratica semplicemente ferma è diversa da una pratica formalmente archiviata o da un diniego. Se hai ricevuto una comunicazione di chiusura senza pagamento, consulta la pagina sull’assicurazione che archivia il sinistro senza liquidazione. Se invece l’offerta esiste ma è troppo bassa, il tema riguarda la quantificazione economica dell’offerta e il confronto con il danno documentato; la perizia resta rilevante quando il problema è tecnico o valutativo.
Reclamo e strumenti di tutela
Se i solleciti ordinari non chiariscono lo stato della pratica, può essere valutato un reclamo formale all’impresa. IVASS indica che l’ufficio reclami della compagnia deve rispondere entro 45 giorni. Se la risposta non arriva entro quel termine o non è soddisfacente, è possibile valutare i successivi strumenti previsti.
Dal 15 gennaio 2026 è operativo anche l’Arbitro Assicurativo, nei casi e con i requisiti stabiliti, dopo il preventivo reclamo all’impresa o all’intermediario.
Come può aiutare Consumatori24
Consumatori24 può ricostruire la cronologia della pratica, verificare la documentazione già trasmessa e la posizione della compagnia e valutare se il caso richieda un sollecito strutturato, una contestazione o un altro passaggio compatibile con la situazione concreta.
Per i sinistri stradali puoi consultare anche la pagina dedicata all’infortunistica stradale e al risarcimento danni.
L’assicurazione non risponde o la pratica è ferma? Raccontaci da quanto tempo attendi, cosa hai già inviato e quali risposte hai ricevuto. L’invio è senza impegno e ti risponderemo entro qualche ora lavorativa.
Domande frequenti
Dopo quanto tempo posso considerare la pratica bloccata?
Non esiste una soglia unica per ogni polizza e ogni sinistro. Conta la fase della pratica, la completezza dei documenti e la presenza o meno di attività concrete della compagnia.
Se il perito non fissa il sopralluogo cosa posso fare?
È utile documentare i tentativi di contatto e chiedere alla compagnia un aggiornamento formale sullo stato della perizia.
Posso fare un reclamo se l’assicurazione non risponde?
Sì, quando ricorrono i presupposti è possibile inviare un reclamo all’impresa. IVASS indica un termine di 45 giorni per la risposta dell’ufficio reclami.
Pratica bloccata e sinistro rifiutato sono la stessa cosa?
No. Nel primo caso manca un avanzamento o una decisione chiara; nel secondo esiste una posizione negativa della compagnia che va esaminata nelle sue motivazioni.
Fonti istituzionali: IVASS – RC Auto e IVASS – Reclami.