Bonifico fraudolento: banca non rimborsa le somme sottratte, cosa puoi fare
Accorgersi di un bonifico mai disposto sul proprio conto corrente è una situazione grave e urgente. Spesso il denaro viene trasferito verso conti sconosciuti e risulta difficilmente recuperabile.
Dopo la segnalazione, molti correntisti ricevono però una risposta negativa: la banca comunica che il rimborso non è dovuto, sostenendo che l’operazione risulta autorizzata o che vi sia stata una responsabilità del cliente.
Ma un bonifico fraudolento è davvero sempre a carico del correntista? Non necessariamente.
Quando si parla di bonifico fraudolento
Un bonifico è fraudolento quando:
- il cliente non ha disposto l’operazione;
- le credenziali sono state sottratte o intercettate;
- l’accesso all’home banking è avvenuto in modo illecito;
- il beneficiario è stato inserito senza autorizzazione consapevole.
Molti casi sono collegati a phishing, smishing, SIM swap o finte telefonate bancarie.
Per una panoramica generale puoi consultare la guida dedicata alle truffe bancarie
Perché la banca rifiuta il rimborso
Le motivazioni più frequenti utilizzate dagli istituti di credito sono:
- il bonifico è stato autenticato con OTP;
- le credenziali risultano corrette;
- non emergono anomalie tecniche nei sistemi;
- il cliente avrebbe comunicato dati riservati.
Tuttavia, il fatto che un bonifico sia stato “tecnicamente autorizzato” non significa automaticamente che sia stato consapevolmente disposto.
La normativa sui servizi di pagamento prevede che, in caso di operazioni non autorizzate, la banca debba rimborsare il cliente salvo che dimostri una colpa grave.
Bonifico fraudolento e operazione non autorizzata
Un bonifico fraudolento rientra spesso nella categoria delle operazioni non autorizzate, quando manca un consenso reale del correntista.
Il rimborso può essere contestato quando:
- il cliente non era consapevole della frode;
- l’operazione è avvenuta in modo anomalo o improvviso;
- la banca non ha bloccato movimenti sospetti;
- la segnalazione è stata effettuata tempestivamente.
Non basta affermare che l’OTP è stato utilizzato: occorre verificare come è stato ottenuto e se il cliente abbia agito con reale negligenza grave.
Cosa fare se la banca non rimborsa il bonifico fraudolento
Se la banca ha negato il rimborso è fondamentale:
- richiedere una risposta scritta dettagliata;
- verificare le motivazioni fornite;
- controllare le tempistiche della segnalazione;
- impostare una contestazione strutturata.
Molti consumatori rinunciano dopo il primo diniego, ma il rifiuto non è sempre definitivo.
Per approfondire cosa fare nei casi in cui la banca respinge la richiesta puoi consultare la pagina dedicata
Tempistiche e urgenza
Nel caso di bonifico fraudolento il fattore tempo è essenziale. Più si interviene rapidamente, maggiori sono le possibilità di attivare procedure di recupero o di contestazione efficace.
Errori o ritardi possono compromettere la tutela dei propri diritti.
Come possiamo aiutarti
L’Associazione Consumatori 24 assiste i consumatori nei casi di bonifico fraudolento con rimborso negato dalla banca.
Ogni situazione viene analizzata singolarmente per verificare:
- se l’operazione può essere considerata non autorizzata;
- se sussistono profili di responsabilità della banca;
- quali strumenti di tutela attivare.
I non associati possono richiedere una valutazione gratuita del proprio caso compilando il modulo di contatto presente in questa pagina.