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Il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) può essere uno degli strumenti da valutare quando una banca o un altro intermediario respinge il reclamo relativo a una frode, a operazioni di pagamento contestate o a un mancato rimborso. Non è però un passaggio automatico: prima di presentarlo bisogna verificare competenza dell’ABF, reclamo preventivo, documenti e domanda che si intende formulare.

Nelle frodi bancarie è particolarmente importante distinguere tra operazioni che il cliente dichiara di non avere mai autorizzato e operazioni materialmente confermate dalla vittima perché indotta in errore. La ricostruzione dei fatti, dell’autenticazione e delle comunicazioni ricevute incide sul modo in cui il ricorso deve essere impostato.

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24 · Ultimo aggiornamento sostanziale: 12 settembre 2026

La banca ha respinto il reclamo?

Se stai valutando un ricorso ABF, puoi inviarci reclamo, risposta della banca, estratto conto e cronologia della frode. La richiesta è senza impegno: ti risponderemo entro qualche ora lavorativa.

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Ricorso ABF dopo il diniego della banca per una frode

Cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario

L’ABF è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche o altri intermediari finanziari. Decide sulla base della documentazione prodotta dalle parti e non sostituisce il giudice. Per presentare il ricorso non è obbligatoria l’assistenza di un avvocato.

Nel 2025 oltre un terzo dei ricorsi ABF ha riguardato utilizzi fraudolenti degli strumenti di pagamento: è quindi un ambito centrale dell’attività dell’Arbitro, ma ogni ricorso viene valutato sul fascicolo concreto.

Prima condizione: deve esserci un reclamo alla banca

Prima del ricorso occorre avere presentato un reclamo scritto all’intermediario. Per i servizi di pagamento la risposta è soggetta a termini più brevi rispetto al termine ordinario dei reclami bancari: la disciplina ABF richiama, per questi casi, il termine di 15 giorni lavorativi previsto dalle regole di settore.

Si può ricorrere quando la risposta non è soddisfacente oppure quando il termine applicabile è decorso senza risposta. Inoltre, il ricorso deve normalmente essere presentato entro 12 mesi dal reclamo; trascorso quel periodo è possibile valutare un nuovo reclamo.

Se non hai ancora una risposta formale, può essere utile partire dalla guida su cosa verificare quando la banca rifiuta il rimborso dopo una truffa bancaria.

Quando l’ABF è competente

Prima di predisporre il ricorso bisogna controllare almeno quattro aspetti:

  • intermediario: deve rientrare tra i soggetti assoggettati al sistema ABF o nelle specifiche ipotesi previste per intermediari esteri;
  • materia: la controversia deve riguardare operazioni o servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento;
  • periodo: non possono essere portate all’ABF controversie relative a comportamenti anteriori al sesto anno precedente alla presentazione del ricorso;
  • valore: se si chiede il pagamento di una somma, la richiesta non può superare 200.000 euro.

Se la controversia riguarda invece servizi di investimento in senso proprio, la competenza può appartenere all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) e non all’ABF. È quindi importante classificare correttamente la vicenda prima del deposito.

Frodi bancarie: cosa deve contenere un fascicolo utile

Un ricorso non migliora perché contiene molti allegati: migliora se i documenti permettono di ricostruire in modo chiaro ciò che è successo. In genere è utile preparare:

  • reclamo inviato alla banca e prova della ricezione;
  • risposta dell’intermediario;
  • estratto conto con le operazioni contestate;
  • cronologia sintetica con date e orari;
  • SMS, email, notifiche, chat e schermate pertinenti;
  • eventuale denuncia;
  • documenti relativi all’autenticazione delle operazioni, se disponibili;
  • prova del blocco di carta, home banking o SIM quando rilevante.

Operazione non autorizzata o bonifico disposto sotto inganno?

È uno dei nodi più importanti. Se il cliente afferma di non avere mai disposto l’operazione, la controversia riguarda direttamente il disconoscimento di un pagamento non autorizzato. Se invece la vittima ha confermato un bonifico o comunicato un codice perché manipolata da un falso operatore, occorre descrivere con precisione il meccanismo dell’inganno e non limitarsi a qualificare genericamente tutto come “operazione non autorizzata”.

Nei casi che coinvolgono codici temporanei puoi approfondire la frode OTP bancaria; per i bonifici istantanei è utile la pagina dedicata al bonifico istantaneo dopo una truffa.

Quanto costa il ricorso ABF

Il contributo previsto per la presentazione del ricorso è di 20 euro. La ricevuta del pagamento deve essere allegata; in mancanza, il ricorso è irricevibile. Se il ricorso ha esito favorevole, il contributo viene normalmente restituito secondo le regole della procedura.

Cosa succede dopo il deposito

Dopo l’invio l’ABF verifica completezza, regolarità e tempestività della pratica. Può chiedere integrazioni entro termini tassativi. Il ricorso viene poi trasmesso all’intermediario, che presenta le proprie controdeduzioni. Per questo è importante monitorare il Portale ABF e i recapiti indicati.

Il ricorso non è uno strumento di emergenza per bloccare in tempo reale un bonifico o una carta. Se la frode è appena avvenuta, la priorità resta contattare immediatamente la banca, bloccare gli strumenti compromessi e chiedere le iniziative urgenti possibili.

Errori da evitare

  • depositare il ricorso senza un reclamo preventivo coerente;
  • chiedere all’ABF qualcosa di diverso da ciò che è stato contestato alla banca senza spiegare il passaggio;
  • confondere una denuncia penale con il reclamo bancario;
  • allegare decine di documenti senza una cronologia;
  • non distinguere tra pagamento mai autorizzato e pagamento confermato sotto inganno;
  • ignorare i limiti di competenza per materia, data o valore.

Domande frequenti

Serve un avvocato per il ricorso ABF?

No. Il ricorso può essere presentato direttamente dal cliente. Nei casi complessi può comunque essere utile una valutazione preventiva per rendere coerenti fatti, richieste e documenti.

Posso fare ricorso subito dopo la frode?

Non direttamente: l’ABF richiede il preventivo reclamo all’intermediario. Nelle prime ore bisogna prima attivare le misure urgenti con banca e strumenti di pagamento.

Il ricorso ABF garantisce il rimborso?

No. L’esito dipende dai fatti, dalle regole applicabili e dalla documentazione. Il ricorso deve essere costruito sul caso concreto, senza promesse di risultato.

Fonti istituzionali

Richiedi una valutazione prima del ricorso

Se hai già reclamato alla banca e stai valutando l’ABF, Consumatori24 può verificare la risposta dell’intermediario, la tipologia di frode, la cronologia e la documentazione utile prima di decidere come procedere.

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