Dal 15 gennaio 2026 i consumatori possono presentare ricorso all’Arbitro Assicurativo (AAS), il nuovo sistema di risoluzione alternativa delle controversie in materia assicurativa. È uno strumento importante perché consente di sottoporre a un organismo indipendente e imparziale una contestazione contro un’impresa di assicurazione o un intermediario, senza dover iniziare subito una causa. Ma non tutte le controversie sono adatte all’AAS e il ricorso non sostituisce automaticamente ogni altra forma di tutela. Prima di utilizzarlo occorre capire chi può ricorrere, contro chi, quale reclamo deve essere stato presentato, quali documenti servono, quali limiti ha la procedura e se la controversia può essere decisa sulla sola documentazione disponibile.

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 22 settembre 2026.
Hai già reclamato alla compagnia ma la risposta non ti convince o non è arrivata?
Descrivi tipo di polizza o sinistro, importo contestato, data del reclamo, risposta ricevuta e documenti disponibili.
Che cos’è l’Arbitro Assicurativo
L’AAS è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie assicurative. Secondo le informazioni ufficiali IVASS, è sostenuto nel suo funzionamento dall’Istituto e le decisioni sono assunte da un Collegio indipendente e imparziale.
La procedura è pensata per offrire un canale più semplice ed economico rispetto al giudizio ordinario. Il ricorso viene presentato online e non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Questo non significa, però, che ogni controversia assicurativa sia semplice da impostare: nei casi con documentazione tecnica, importi elevati o questioni complesse, la qualità della ricostruzione può incidere molto.
Dal 15 gennaio 2026 il ricorso è operativo
L’IVASS ha comunicato che l’Arbitro Assicurativo è operativo dal 15 gennaio 2026. È una novità rilevante nel sistema italiano di tutela perché introduce un organismo specifico per le controversie assicurative, affiancando strumenti già noti in altri settori come l’Arbitro Bancario Finanziario.
La data è importante anche per distinguere informazioni aggiornate da guide più vecchie che descrivono soltanto il reclamo IVASS o la strada giudiziale.
Chi può rivolgersi all’AAS
Secondo IVASS possono ricorrere il contraente, l’assicurato e il beneficiario di un contratto assicurativo. Può inoltre rivolgersi all’Arbitro il danneggiato quando può agire direttamente contro l’impresa di assicurazione, come avviene in determinate situazioni di responsabilità civile auto.
La posizione concreta del ricorrente va quindi verificata rispetto al tipo di polizza o di sinistro. Chi non è parte del rapporto assicurativo e non ha un diritto diretto potrebbe trovarsi in una posizione diversa.
Contro chi si può presentare ricorso
Il ricorso può riguardare un’impresa di assicurazione e, in determinate situazioni, anche un intermediario assicurativo. Questa distinzione è importante perché alcune controversie riguardano il contenuto della polizza o la liquidazione del sinistro, mentre altre nascono dal comportamento dell’agenzia, del broker o di chi ha distribuito il prodotto.
Individuare il soggetto corretto evita di impostare il ricorso contro un interlocutore che non ha assunto l’obbligo contestato.
Il reclamo preventivo è obbligatorio
L’elemento più importante da conoscere è che non si può andare direttamente all’Arbitro senza avere prima presentato reclamo all’impresa o all’intermediario per le stesse ragioni. IVASS indica il reclamo come condizione di ammissibilità del ricorso.
Questo significa che il contenuto del reclamo iniziale è molto importante: se la controversia viene formulata in modo completamente diverso davanti all’AAS, possono sorgere problemi di corrispondenza tra ciò che è stato contestato prima e ciò che viene chiesto dopo.
Quando si può ricorrere dopo il reclamo
IVASS precisa che il ricorso può essere presentato quando non si è ricevuta risposta entro 45 giorni oppure quando la risposta è arrivata ma non è soddisfacente. Il consumatore non deve quindi attendere indefinitamente.
Se la compagnia risponde rapidamente negando l’indennizzo, il requisito temporale può essere già superato perché esiste una risposta. Se invece tace, il decorso dei 45 giorni assume rilievo.
Quanto costa il ricorso
Il costo indicato da IVASS per il ricorrente è di 20 euro. Se il ricorso viene accolto, la somma viene restituita. È quindi uno strumento economicamente accessibile rispetto a un contenzioso giudiziario.
Il costo ridotto non deve però far pensare che convenga presentare qualsiasi controversia senza valutarla. Se il caso richiede accertamenti che l’Arbitro non può svolgere, una procedura economica può comunque non essere lo strumento adatto.
Il procedimento è documentale
Questo è uno dei limiti più importanti. L’Arbitro decide sulla base dei documenti presentati dalle parti. IVASS specifica che non può disporre autonomamente nuove perizie, acquisire testimonianze o raccogliere dichiarazioni verbali.
La conseguenza pratica è evidente: una controversia in cui tutto dipende da una perizia tecnica ancora da eseguire o dalla credibilità di testimoni può essere più difficile da decidere in questa sede. Al contrario, un diniego fondato su clausole contrattuali, documenti già esistenti o una quantificazione già periziata può essere più adatto a una procedura documentale.
Tempi della decisione
Secondo IVASS il Collegio decide entro 180 giorni dalla presentazione del ricorso, con possibilità di proroga di ulteriori 90 giorni nei casi più complessi. Non è quindi una procedura immediata, ma offre una tempistica definita rispetto a contenziosi che possono durare molto di più.
Il consumatore dovrebbe comunque valutare se nel frattempo esistano scadenze, prescrizioni o altre esigenze che richiedano attenzione separata.
Quali controversie possono essere adatte all’AAS
Possono essere particolarmente adatti i casi in cui il punto centrale è documentale: interpretazione di una clausola, esclusione applicata dalla compagnia, mancato pagamento di un indennizzo, quantificazione basata su documentazione già disponibile, ritardo nella liquidazione o comportamento dell’intermediario.
Non esiste però una regola per cui ogni diniego assicurativo debba automaticamente passare dall’AAS. La natura del sinistro e le prove disponibili sono decisive.
Sinistri casa e danni da acqua
Una controversia sulla copertura di un danno da acqua può riguardare la distinzione tra danno diretto, ricerca del guasto, riparazione della tubazione, franchigia e limiti della garanzia. Se la compagnia ha già svolto una perizia e il contrasto riguarda l’interpretazione delle condizioni, l’AAS può essere uno strumento da valutare.
Consumatori24 ha già approfondito le contestazioni sulle polizze casa nella guida dedicata ai danni da infiltrazioni o nubifragio non rimborsati, utile per distinguere il problema concreto di copertura dalla scelta dello strumento stragiudiziale.
Polizze infortuni e valutazione dell’invalidità
Le controversie sull’invalidità permanente possono essere più tecniche perché dipendono da valutazioni medico-legali. Se esistono già perizie contrapposte, il quadro documentale può essere più completo; se invece occorre ancora accertare il danno, il limite dell’Arbitro nel disporre nuove perizie deve essere considerato.
Sul sito è disponibile l’approfondimento sulla polizza infortuni con invalidità permanente valutata troppo bassa.
Polizze vita e ritardi nella liquidazione
Nelle polizze vita la controversia può riguardare beneficiari, documentazione richiesta, tempi di liquidazione o interpretazione di clausole. Anche qui la disponibilità di documenti è essenziale.
Per i ritardi nella liquidazione è disponibile l’articolo sulla polizza vita con riscatto richiesto ma capitale non liquidato.
RCA e danneggiato diretto
IVASS indica espressamente che anche il danneggiato può rivolgersi all’Arbitro quando ha diritto di agire direttamente contro l’impresa, come in alcuni casi RC Auto. Questo amplia l’utilità dello strumento oltre il rapporto classico tra assicurato e propria compagnia.
Resta comunque importante verificare se la controversia riguardi effettivamente un profilo che l’AAS può decidere sulla base dei documenti.
Intermediari e vendita della polizza
Non tutte le controversie nascono dalla fase di liquidazione. Il consumatore può sostenere che una polizza sia stata presentata in modo non coerente con le sue esigenze, che siano state omesse informazioni o che l’intermediario abbia tenuto un comportamento contestabile.
L’AAS può riguardare anche intermediari, ma occorre ricostruire documenti precontrattuali, dichiarazioni, questionari e comunicazioni. Una contestazione generica sulla “consulenza sbagliata” ha meno forza di una ricostruzione basata su elementi specifici.
Quando una perizia tecnica è centrale
Se il caso riguarda incendio, infiltrazioni, danni strutturali o grandi sinistri, la quantificazione e la causa possono dipendere da perizie complesse. Il fatto che l’Arbitro non possa disporre autonomamente nuovi accertamenti può incidere sulla scelta dello strumento.
Per controversie di importo elevato è quindi utile valutare prima se il fascicolo sia già abbastanza completo. Sul sito è disponibile anche la pagina sul grande sinistro con risarcimento contestato.
Non confondere reclamo IVASS e ricorso AAS
Il reclamo alla compagnia è il passaggio preliminare. L’IVASS svolge attività di vigilanza e tutela del consumatore, mentre l’AAS è un organismo di risoluzione delle controversie con un Collegio che decide sul ricorso.
È quindi utile distinguere segnalazione all’Autorità, reclamo al soggetto vigilato e ricorso all’Arbitro, perché hanno finalità e risultati diversi.
Documenti utili prima di valutare il ricorso
Servono polizza completa, condizioni generali e particolari, proposta, eventuali questionari, denuncia del sinistro, perizia, documenti di spesa, corrispondenza con la compagnia, reclamo formale e risposta ricevuta.
È importante avere anche una quantificazione chiara della richiesta economica. Un ricorso costruito su documenti incompleti può essere più debole soprattutto perché il Collegio decide su ciò che viene prodotto.
Prima di scegliere lo strumento, è utile partire dalla guida generale su assicurazione e sinistro non pagato; per il percorso complessivo dell’AAS resta il riferimento alla guida madre sull’Arbitro Assicurativo.
Quando può essere utile chiedere assistenza
La valutazione è particolarmente utile quando l’importo è significativo, la compagnia ha motivato il diniego con clausole complesse, esistono perizie contrastanti, il reclamo è stato respinto o il rapporto coinvolge anche un intermediario.
Consumatori24 può esaminare la documentazione per capire se l’AAS sia uno strumento coerente con la controversia o se il caso richieda una strategia diversa.
Fonti istituzionali
L’IVASS pubblica le informazioni ufficiali sull’Arbitro Assicurativo, operativo dal 15 gennaio 2026. La pagina istituzionale indica i soggetti che possono ricorrere, il requisito del reclamo preventivo, il termine di 45 giorni, il costo di 20 euro e i tempi di decisione. Le regole tecniche e attuative sono state definite anche attraverso il provvedimento IVASS sull’Arbitro Assicurativo.
Hai già reclamato alla compagnia e vuoi capire se l’AAS è adatto al tuo caso?
Indica tipo di polizza, importo contestato, data del reclamo, risposta ricevuta, eventuali perizie e documenti disponibili.
Compila il modulo qui sotto: l’invio è senza impegno e ti risponderemo entro poche ore lavorative.