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Quando una polizza infortuni riconosce un’invalidità permanente molto più bassa di quella attesa, il problema non si risolve confrontando soltanto due percentuali. Bisogna capire quale tabella è prevista dal contratto, quale menomazione è stata riconosciuta, quali franchigie o scoperti si applicano e come la compagnia ha motivato la propria valutazione medico-legale.

Una percentuale apparentemente bassa può dipendere da una diversa lettura clinica, da una tabella contrattuale differente da quella utilizzata dal medico di parte, da postumi ritenuti non stabilizzati oppure da esclusioni e criteri di calcolo specifici. Prima di accettare la liquidazione conviene quindi ricostruire l’intero percorso.

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 17 settembre 2026.

La compagnia ha riconosciuto un’invalidità permanente troppo bassa?

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Documentazione medica per contestare la valutazione di invalidità permanente

Prima di contestare, leggi la definizione di invalidità permanente

Nelle assicurazioni infortuni l’invalidità permanente è normalmente collegata alla perdita o riduzione definitiva della capacità funzionale dell’assicurato conseguente a un infortunio coperto. Non coincide automaticamente con l’invalidità civile, con l’inabilità lavorativa INAIL o con il danno biologico liquidato in una causa di responsabilità civile.

La guida IVASS sulle assicurazioni infortuni e malattia invita proprio a leggere con attenzione condizioni, esclusioni, franchigie, massimali e criteri di liquidazione. Il contratto è il punto di partenza: due polizze possono valutare la stessa menomazione in modo differente.

Quale tabella usa la compagnia?

Molte polizze richiamano una tabella contrattuale delle menomazioni oppure una tabella esterna indicata nelle condizioni. La prima verifica da fare è quindi semplice ma decisiva: la compagnia ha applicato la tabella prevista dalla tua polizza?

Controlla se il contratto richiama percentuali specifiche per perdita anatomica o funzionale di arti, dita, vista, udito e altre funzioni. Per menomazioni non espressamente tabellate, le condizioni possono prevedere criteri analogici o medico-legali. Una perizia di parte che utilizza criteri differenti può essere clinicamente seria ma non direttamente sovrapponibile alla liquidazione assicurativa.

La differenza tra percentuale medica e indennizzo economico

Anche quando la percentuale di invalidità è corretta, l’importo pagato può sembrare basso per effetto della franchigia. Se, ad esempio, la polizza prevede una franchigia o uno scoperto del 5%, un’invalidità del 7% potrebbe essere indennizzata solo per la parte eccedente, secondo quanto stabilito dal contratto. Altre polizze prevedono franchigie diverse per età, capitale assicurato o percentuale di invalidità.

Esistono poi formule con progressioni particolari: oltre determinate soglie l’indennizzo può aumentare in misura più che proporzionale oppure, al contrario, essere limitato da specifici massimali. Per questo bisogna ricostruire separatamente:

  • capitale assicurato;
  • percentuale riconosciuta;
  • franchigia applicata;
  • eventuale maggiorazione o supervalutazione;
  • massimale;
  • formula matematica di liquidazione.

Quando la percentuale può essere contestata

La contestazione ha più forza quando emergono elementi tecnici concreti. Ad esempio:

  • la perizia della compagnia non considera esami o diagnosi rilevanti;
  • la menomazione è stata descritta in modo incompleto;
  • la limitazione funzionale misurata dal medico di parte è significativamente diversa;
  • sono stati esclusi postumi senza spiegazione;
  • la compagnia applica una tabella differente da quella contrattuale;
  • la valutazione è stata effettuata quando i postumi non erano ancora stabilizzati;
  • non viene spiegato il collegamento causale tra infortunio e menomazione.

Attenzione al nesso causale

Una delle contestazioni più frequenti riguarda il rapporto tra l’infortunio denunciato e i postumi permanenti. La compagnia può sostenere che una parte della limitazione deriva da patologie precedenti, degenerative o da condizioni non assicurate. In questi casi il confronto non deve limitarsi alla percentuale finale: bisogna analizzare referti antecedenti, cartelle cliniche, immagini diagnostiche e cronologia dei sintomi.

Se prima dell’infortunio non esistevano limitazioni documentate e dopo l’evento si sviluppa una menomazione coerente con il trauma, questo elemento va evidenziato. Se invece vi erano già patologie, occorre capire se il contratto prevede criteri di riduzione e come sono stati applicati.

Quando chiedere una valutazione medico-legale indipendente

Una perizia di parte è particolarmente utile quando la differenza economica potenziale è rilevante o quando il caso presenta aspetti tecnici complessi. Il medico-legale dovrebbe ricevere non solo i referti recenti, ma anche la polizza e la tabella contrattuale: altrimenti rischia di formulare una percentuale non confrontabile con quella assicurativa.

Una buona relazione dovrebbe spiegare diagnosi, stabilizzazione dei postumi, esame obiettivo, limitazioni funzionali, nesso causale, tabella applicata e percentuale proposta. Più la relazione è motivata, meno la contestazione appare come una semplice richiesta di “alzare la percentuale”.

La visita del medico fiduciario della compagnia

Dopo la denuncia e la stabilizzazione clinica, la compagnia può convocare l’assicurato per una visita medico-legale. È importante presentarsi con documentazione completa e ordinata: pronto soccorso, referti specialistici, esami strumentali, cartella clinica, fisioterapia, certificazione di guarigione o stabilizzazione, eventuali fotografie cliniche e certificazioni precedenti utili.

Se il verbale o la relazione non vengono consegnati spontaneamente, chiedi copia della documentazione utilizzata per determinare la percentuale e la proposta economica.

Come verificare il calcolo dell’indennizzo

Una volta ottenuta la percentuale riconosciuta, fai un controllo aritmetico. Parti dal capitale assicurato e applica la formula prevista dal contratto. Se la polizza prevede una franchigia, verifica se è assoluta o relativa. Se sono previste scale progressive, controlla ogni fascia.

Un errore di calcolo è diverso da una divergenza medico-legale e può essere contestato in modo molto più semplice. Chiedi sempre un prospetto che renda comprensibile come si è arrivati alla cifra proposta.

Accettare un acconto o firmare una quietanza

Prima di firmare documenti di liquidazione, leggi attentamente se il pagamento viene qualificato come saldo definitivo, transazione o rinuncia a ulteriori pretese. In presenza di dubbi sulla percentuale, firmare una quietanza liberatoria o definitiva può complicare la contestazione successiva.

Se la compagnia propone un acconto, è opportuno che sia chiarito per iscritto che il pagamento non definisce integralmente la pratica, se questa è la reale intenzione delle parti.

Come scrivere il reclamo alla compagnia

Il reclamo deve essere specifico. Evita frasi generiche come “non sono d’accordo”. Indica:

  1. numero di polizza e numero di sinistro;
  2. data dell’infortunio;
  3. capitale assicurato;
  4. percentuale riconosciuta dalla compagnia;
  5. percentuale proposta dal medico di parte, se presente;
  6. tabella contrattuale applicabile;
  7. documenti o menomazioni non considerati;
  8. franchigia e calcolo economico contestati;
  9. richiesta di riesame motivato.

IVASS ricorda che, in caso di problemi con un’impresa assicurativa, il primo passaggio è il reclamo diretto alla compagnia, che deve rispondere entro 45 giorni. Se non arriva risposta entro tale termine o la risposta non è soddisfacente, oltre ai canali di reclamo previsti può essere valutato anche l’Arbitro Assicurativo, quando la controversia rientra nella sua competenza.

Quando valutare l’Arbitro Assicurativo

Dal 15 gennaio 2026 è operativo l’Arbitro Assicurativo (AAS), sistema di risoluzione alternativa delle controversie sostenuto da IVASS. Il ricorso può essere presentato dopo avere già inviato un reclamo all’impresa o all’intermediario e quando non sia arrivata risposta entro 45 giorni oppure la risposta non sia soddisfacente. La procedura è documentale: proprio per questo, in una contestazione sull’invalidità permanente è importante avere polizza, perizie, referti, proposta di liquidazione e reclamo ben ordinati.

Cosa può fare IVASS e cosa non fa

IVASS svolge attività di vigilanza e tutela del consumatore, ma non sostituisce il giudice né il medico-legale nella quantificazione individuale del danno. Il reclamo può essere utile per segnalare comportamenti, ritardi, carenze informative o problemi nella gestione della pratica; la controversia sulla percentuale può richiedere strumenti tecnici o giudiziali ulteriori.

Le indicazioni aggiornate per presentare un reclamo sono disponibili nella sezione Contact Center Consumatori IVASS.

Quando valutare un accertamento tecnico o una causa

Se la differenza tra le valutazioni è elevata e l’importo in gioco giustifica i costi, può essere necessario valutare un percorso giudiziale, eventualmente preceduto dagli strumenti previsti dal contratto o dalla legge. La convenienza dipende da capitale assicurato, scarto percentuale, solidità della perizia, clausole contrattuali e costi di assistenza.

Prima di procedere conviene quantificare la differenza economica reale: contestare due punti percentuali su un capitale modesto è molto diverso dal contestarli su un capitale elevato con scala progressiva.

Checklist dei documenti da raccogliere

  • polizza e condizioni generali/speciali;
  • certificato di assicurazione;
  • denuncia di sinistro;
  • cartella clinica e referti;
  • esami diagnostici;
  • certificati di guarigione o stabilizzazione;
  • perizia della compagnia;
  • perizia medico-legale di parte;
  • proposta di liquidazione;
  • prospetto di calcolo;
  • eventuali quietanze;
  • reclami e risposte.

FAQ sulla contestazione dell’invalidità permanente

Posso usare la percentuale di invalidità civile per contestare la polizza?

Non automaticamente. Le polizze private possono usare definizioni e tabelle diverse. Bisogna confrontare la valutazione con le condizioni contrattuali.

La compagnia deve consegnarmi la perizia?

È opportuno chiedere formalmente la documentazione posta alla base della liquidazione e il dettaglio del calcolo. Se viene negato l’accesso, la questione può essere inserita nel reclamo.

Se il medico di parte dà una percentuale più alta ho diritto alla differenza?

No in automatico. Le due valutazioni devono essere confrontate sul piano medico e contrattuale. La perizia di parte serve a motivare la contestazione, non sostituisce di per sé la decisione della compagnia.

La franchigia può azzerare l’indennizzo?

Sì, se la percentuale riconosciuta resta sotto la soglia prevista da una franchigia assoluta, secondo quanto stabilito dal contratto.

Quanto tempo ho per contestare?

I termini dipendono dal tipo di diritto e dalla situazione concreta. Non è prudente attendere: invia il reclamo appena hai la documentazione necessaria e verifica eventuali termini contrattuali e di prescrizione.

Vuoi far verificare percentuale e liquidazione della polizza infortuni?

Invia polizza completa, condizioni, denuncia, referti, perizie, proposta della compagnia e calcolo dell’indennizzo. Indica quale percentuale è stata riconosciuta e perché la ritieni sottostimata.

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