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Cosa fare nelle prime 24 ore dopo una truffa trading

Cosa fare nelle prime 24 ore dopo una truffa trading

Scoprire di essere stati vittima di una truffa trading è un momento estremamente delicato. Molti consumatori, appena si rendono conto dell’accaduto, vengono presi dal panico e commettono errori che possono rendere più difficile ricostruire la vicenda o recuperare parte delle somme perdute.

Le prime 24 ore rappresentano invece il momento più importante dell’intera vicenda. Agire rapidamente consente infatti di preservare elementi di prova, limitare ulteriori perdite economiche e predisporre correttamente le successive iniziative.

Di seguito riportiamo le principali attività che è opportuno svolgere.

1. Interrompere immediatamente ogni pagamento

La prima regola è molto semplice: non effettuare altri versamenti.

I truffatori cercano quasi sempre di convincere la vittima che sia necessario effettuare un ultimo pagamento per:

  • sbloccare il conto;
  • pagare presunte imposte;
  • versare commissioni;
  • coprire costi antiriciclaggio;
  • ottenere l’autorizzazione al prelievo.

Nella maggior parte dei casi si tratta soltanto di ulteriori richieste finalizzate ad aumentare il danno economico.

2. Non cancellare chat, email o SMS

Molti utenti, presi dalla rabbia, eliminano tutte le conversazioni.

È un grave errore.

Occorre invece conservare:

  • email;
  • SMS;
  • messaggi WhatsApp;
  • Telegram;
  • registrazioni delle chiamate, se disponibili;
  • cronologia delle conversazioni;
  • nominativi utilizzati dai sedicenti broker.

Ogni elemento potrà risultare utile nella ricostruzione dei fatti.

3. Salvare tutte le schermate

È consigliabile effettuare screenshot di:

  • area personale del broker;
  • saldo visualizzato;
  • movimenti;
  • richieste di pagamento;
  • wallet utilizzati;
  • coordinate bancarie;
  • indirizzi delle criptovalute;
  • eventuali messaggi di errore.

Alcune piattaforme fraudolente vengono infatti oscurate nel giro di pochi giorni.

4. Scaricare gli estratti conto

È importante reperire subito tutta la documentazione bancaria relativa ai pagamenti effettuati.

In particolare:

  • bonifici;
  • pagamenti con carta;
  • ricevute;
  • contabili;
  • estratti conto;
  • operazioni in criptovalute.

Più la documentazione è completa, più sarà semplice ricostruire l’intera movimentazione del denaro.

5. Annotare tutti i dati conosciuti

Prima che alcuni dettagli vengano dimenticati è opportuno predisporre un riepilogo contenente:

  • nome del broker;
  • sito internet;
  • data del primo contatto;
  • numero di telefono;
  • indirizzi email;
  • nominativi degli operatori;
  • importi versati;
  • modalità di pagamento;
  • eventuali piattaforme utilizzate.

Anche informazioni apparentemente poco rilevanti possono risultare utili.

6. Se è stato installato un programma di accesso remoto, disinstallarlo immediatamente

Molte truffe vengono realizzate facendo installare software come:

  • TeamViewer;
  • Supremo;
  • AnyDesk;
  • RustDesk;
  • altri programmi di controllo remoto.

Se il broker ha avuto accesso al computer è opportuno:

  • interrompere immediatamente il collegamento;
  • disinstallare il software;
  • modificare tutte le password utilizzate;
  • verificare eventuali accessi ai servizi bancari.

7. Contattare immediatamente la banca

Se i pagamenti sono recentissimi può essere opportuno contattare senza ritardo il proprio istituto di credito.

In alcuni casi la banca potrà:

  • verificare lo stato delle operazioni;
  • valutare eventuali procedure previste dal circuito di pagamento;
  • fornire indicazioni sulle contestazioni.

Ogni situazione deve tuttavia essere valutata singolarmente.

8. Evitare i sedicenti recuperatori di denaro

Dopo pochi giorni molte vittime vengono ricontattate da soggetti che promettono di recuperare integralmente le somme perdute.

Spesso affermano di:

  • collaborare con autorità internazionali;
  • conoscere magistrati;
  • lavorare per società di recupero;
  • avere già bloccato il denaro.

Nella maggior parte dei casi si tratta della cosiddetta Recovery Scam, una seconda truffa rivolta esclusivamente alle persone già raggirate.

9. Conservare tutta la documentazione in un’unica cartella

È consigliabile raccogliere in un’unica cartella:

  • screenshot;
  • email;
  • documenti bancari;
  • fotografie;
  • PDF;
  • conversazioni;
  • registrazioni.

Una raccolta ordinata facilita qualunque successiva attività di ricostruzione della vicenda.

10. Richiedere una valutazione del caso

Ogni truffa presenta caratteristiche differenti.

Le modalità di pagamento, il tipo di piattaforma utilizzata, gli intermediari coinvolti e la documentazione disponibile possono incidere sulle possibili iniziative da valutare.

Per questo motivo è opportuno procedere con un esame completo della documentazione prima di intraprendere qualsiasi iniziativa.

Conclusioni

Le prime 24 ore dopo aver scoperto una truffa trading possono fare la differenza. Agire con rapidità, evitare ulteriori pagamenti e conservare con attenzione tutta la documentazione consente di affrontare la vicenda in modo più consapevole e di preservare elementi utili per le successive valutazioni.

Se ritieni di essere stato vittima di una truffa trading, Consumatori24 può analizzare la documentazione del tuo caso e valutare le possibili iniziative sulla base delle circostanze concrete.

Richiedi una valutazione del tuo caso

Se ritieni di essere stato vittima di una truffa trading, puoi inviare la documentazione a Consumatori24. I nostri incaricati esamineranno la vicenda e valuteranno le possibili iniziative sulla base delle circostanze concrete.

    Approfondisci anche:

    Link esterni autorevoli

    CONSOB – Occhio alle truffe finanziarie

    https://www.consob.it/web/investor-education/occhio-alle-truffe-finanziarie

    ESMA – Investor Warnings

    https://www.esma.europa.eu/investor-corner

    Polizia Postale

    https://www.commissariatodips.it/