Il costo per nominare un amministratore di sostegno non coincide con una tariffa unica. Bisogna distinguere le spese vive della procedura, l’eventuale assistenza professionale e, dopo la nomina, l’eventuale equa indennità che il Giudice Tutelare può riconoscere all’amministratore in presenza dei presupposti.
Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24. Ultimo aggiornamento sostanziale: 12 settembre 2026.

Vuoi capire costi e procedura nel tuo caso?
Raccontaci brevemente cosa è successo. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.
Quanto costa la procedura davanti al Giudice Tutelare
Le schede operative pubblicate da diversi tribunali indicano che il ricorso per la nomina è in genere esente dal contributo unificato, mentre possono essere previsti diritti forfettari di notifica e costi di copia. Molti uffici indicano attualmente un versamento di 27 euro per i diritti forfettari di notifica; modalità e importi vanno comunque verificati sul sito del tribunale competente prima del deposito.
Per esempio, le informazioni pubblicate dal Tribunale di Castrovillari e dal Tribunale di Urbino distinguono l’esenzione dal contributo unificato dagli altri esborsi. Le prassi locali possono cambiare, quindi non è corretto trasformare questi importi in un preventivo valido per tutta Italia.
Serve sempre un avvocato?
Molti uffici giudiziari precisano che, per la domanda ordinaria, l’assistenza di un difensore può non essere obbligatoria. Questo non significa però che ogni ricorso sia semplice o che l’assistenza professionale sia inutile. Conflitti familiari, patrimonio articolato, immobili, urgenze, contestazioni sulla persona da nominare o richieste di poteri particolari possono rendere opportuno un supporto specifico.
Per il tema dedicato puoi leggere anche quando può essere utile l’assistenza di un avvocato.
Da cosa dipende il costo dell’assistenza professionale
- quantità e qualità della documentazione già disponibile;
- necessità di ricostruire patrimonio, conti, pensioni o rapporti debitori;
- presenza di conflitti tra familiari o opposizione del beneficiario;
- urgenza di ottenere poteri provvisori per un atto non rinviabile;
- necessità di redigere un ricorso personalizzato anziché utilizzare un modello standard;
- eventuali attività successive alla nomina.
Prima di assumere impegni economici è utile chiedere che attività sono comprese e quali invece sarebbero eventuali fasi successive.
Chi paga l’amministratore di sostegno
L’incarico non va confuso con un normale rapporto di lavoro. Il codice civile prevede che il Giudice Tutelare possa riconoscere, considerando l’entità del patrimonio e la difficoltà dell’amministrazione, una equa indennità. Non è automatica e non esiste una tariffa nazionale fissa applicabile a ogni caso.
La questione è distinta dal costo del ricorso iniziale: una cosa sono le spese per aprire la procedura, altra cosa è l’eventuale indennità collegata allo svolgimento dell’incarico.
Checklist prima di chiedere un preventivo
- Individua il tribunale competente in base alla dimora abituale del beneficiario.
- Verifica sul sito dell’ufficio modulistica, pagamenti e modalità di deposito.
- Raccogli certificazione sanitaria, documenti anagrafici e una prima fotografia patrimoniale.
- Indica gli atti che la persona non riesce concretamente a compiere da sola.
- Segnala subito eventuali urgenze o conflitti familiari.
Per gli allegati è disponibile la guida sui documenti necessari per la nomina; per una situazione non rinviabile consulta invece amministratore di sostegno urgente.
Dopo la nomina possono esserci altre attività
Il decreto stabilisce poteri, limiti e obblighi. Nel corso dell’incarico possono rendersi necessari rendiconti, istanze di autorizzazione o richieste di modifica dei poteri. Queste attività non vanno confuse con il costo iniziale della nomina. Sul tema è disponibile l’approfondimento sul rendiconto dell’amministratore di sostegno.
Domande frequenti
La nomina è gratuita?
Non è corretto parlare genericamente di procedura “gratuita”. Il ricorso può essere esente dal contributo unificato, ma possono esserci diritti, copie e altri esborsi, oltre all’eventuale assistenza professionale.
Esiste un costo fisso per l’avvocato?
No. Il costo dipende dall’attività necessaria e dalla complessità concreta; è opportuno ricevere condizioni chiare prima di procedere.
Il familiare nominato riceve sempre un compenso?
No. L’eventuale equa indennità è rimessa alla valutazione del Giudice Tutelare e non costituisce un compenso automatico.
Posso preparare il ricorso da solo?
In molte procedure l’assistenza legale non è obbligatoria, ma bisogna comunque verificare le istruzioni del tribunale e valutare se il caso presenta elementi che rendono utile un supporto professionale.
Vuoi far valutare la situazione?
Indica sinteticamente chi è la persona da tutelare, quali atti non riesce a gestire e se esistono urgenze o conflitti. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.