
Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 15 settembre 2026.
Una situazione ricorrente nelle segnalazioni sulle piattaforme di trading è il prelievo bloccato accompagnato da una nuova richiesta di denaro. Il presunto broker può parlare di commissione di chiusura, costo di conversione, assicurazione, margine di sicurezza, autorizzazione bancaria o procedura necessaria per liberare il capitale.
La richiesta non deve essere valutata solo in base al nome attribuito alla commissione. È necessario capire chi la formula, su quale contratto o documento si fonda e perché il pagamento sarebbe indispensabile proprio nel momento in cui il cliente tenta di ritirare i fondi.
Quando la commissione per il prelievo deve far sorgere dubbi
Un intermediario regolare può prevedere costi chiaramente indicati nelle condizioni contrattuali. Diversa è la situazione in cui una nuova somma compare soltanto dopo la richiesta di prelievo, cambia importo nel corso delle conversazioni o viene presentata come condizione per accedere a un saldo che la piattaforma mostra già come disponibile.
Tra gli elementi da verificare rientrano il contratto, il sito della piattaforma, le comunicazioni ricevute, le coordinate del pagamento richiesto e l’identità del soggetto che sta gestendo il contatto.
Il broker ti chiede altri soldi per prelevare?
Indica quale commissione viene richiesta, chi dovrebbe incassarla, il saldo visualizzato e quali somme hai già versato. Prima di pagare ancora è utile confrontare la richiesta con contratto, beneficiario e cronologia del prelievo.
Il saldo mostrato sullo schermo non prova che il denaro sia disponibile
Nelle frodi online il valore visualizzato nell’area personale può essere utilizzato per convincere l’utente che l’investimento stia producendo profitti. Se però ogni tentativo di prelievo genera nuovi ostacoli o richieste economiche, è importante distinguere il dato mostrato sul sito dalla reale disponibilità delle somme presso un intermediario verificabile.
Questo problema è collegato alla più ampia casistica del prelievo bloccato nelle piattaforme di trading e alla pagina principale sul recupero dei soldi persi nel trading online.
Commissione, tassa AML e “costo di sblocco” non sono la stessa cosa
Le etichette utilizzate possono cambiare. Alcune richieste vengono descritte come commissioni contrattuali, altre come tasse fiscali o verifiche antiriciclaggio. Prima di pagare è utile verificare se esista una base documentale reale e se il soggetto che incassa sia coerente con l’intermediario indicato.
Le false richieste di imposte o verifiche AML sono trattate anche nell’approfondimento sulle false richieste AML e IVA nelle truffe trading.
Se hai già pagato una prima commissione
Il fatto di avere già versato una somma non significa che il passaggio successivo sia necessariamente legittimo. Se dopo il pagamento compare una nuova condizione, è opportuno ricostruire la sequenza delle richieste e conservare ricevute, chat, email e screenshot. La cronologia può mostrare se le condizioni siano cambiate nel tempo.
È utile anche evitare di cancellare l’account o le conversazioni prima di aver salvato le informazioni essenziali che consentono di ricostruire ciò che è accaduto.
Sette controlli prima di versare una commissione di sblocco
- Leggi il contratto: verifica se la commissione era prevista fin dall’inizio e con quale criterio viene calcolata.
- Identifica chi incassa: confronta intestatario, IBAN o wallet con la società dichiarata dalla piattaforma.
- Chiedi una motivazione scritta: evita di basarti soltanto su telefonate o messaggi vocali.
- Confronta l’importo nel tempo: segnala se la cifra cambia dopo ogni tentativo di prelievo.
- Separa costi e presunte imposte: una commissione contrattuale non è la stessa cosa di una tassa o di un costo AML.
- Conserva le schermate del saldo: il valore mostrato online va distinto dalla reale disponibilità delle somme.
- Non inseguire il denaro già versato: il fatto di aver pagato in precedenza non rende conveniente o sicuro un ulteriore versamento.
Se dopo ogni pagamento compare un nuovo ostacolo, ricostruisci la sequenza completa prima di compiere altri passi. È particolarmente utile associare ogni richiesta alla data, alla motivazione fornita e al beneficiario indicato.
Domande frequenti
Una piattaforma può prevedere commissioni di prelievo?
Sì, in alcuni rapporti possono esistere costi contrattuali. Devono però essere trasparenti e coerenti con le condizioni applicabili, non comparire in modo arbitrario solo quando si tenta di ritirare il denaro.
Se pago la commissione il broker deve sbloccare il conto?
Non è possibile presumere che il pagamento produca lo sblocco. Se la piattaforma è fraudolenta, ulteriori versamenti possono semplicemente aumentare la perdita.
La richiesta di una tassa AML è normale?
Le richieste presentate come imposta o costo antiriciclaggio devono essere verificate con grande attenzione, soprattutto quando il pagamento viene richiesto direttamente dal presunto broker.
Quali elementi servono per valutare il caso?
Possono essere utili contratto, indirizzo del sito, nominativi usati, email, chat, schermate del saldo, richieste di prelievo e ricevute dei pagamenti già effettuati.
Descrivi la richiesta di sblocco
Consumatori24 può esaminare gli elementi principali della situazione e indicare se la richiesta merita un approfondimento. L’invio della segnalazione non comporta automaticamente costi; eventuali servizi successivi vengono comunicati preventivamente.