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Quando una compagnia liquida un sinistro applicando più franchigie o più scoperti, il consumatore può trovarsi con un indennizzo molto più basso di quanto si aspettasse. Il problema non si risolve però contando quante volte compare una trattenuta: bisogna capire se l’assicurazione stia trattando i danni come un unico evento, come più eventi distinti o come danni coperti da garanzie diverse. La risposta dipende dal testo della polizza, dalle definizioni di sinistro ed evento, dai massimali e dalle singole garanzie attivate. Per contestare il calcolo è quindi necessario ricostruire la logica con cui la compagnia ha applicato ogni franchigia o scoperto.

Documenti di polizza e pratica di risarcimento assicurativo
Photo by Romain Dancre on Unsplash

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 22 settembre 2026.

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Franchigia e scoperto non sono la stessa cosa

La franchigia è normalmente un importo fisso che resta a carico dell’assicurato; lo scoperto è invece una percentuale del danno o dell’indennizzo, spesso con un minimo. Le condizioni di polizza possono prevedere formule diverse e combinazioni tra i due istituti. Per questo, prima di contestare un calcolo, bisogna individuare esattamente quale clausola sia stata applicata.

L’IVASS spiega ai consumatori la differenza tra franchigia assoluta, franchigia relativa e scoperto, ricordando che esclusioni e limitazioni devono essere indicate nel set informativo e nel contratto.

Un solo evento può generare più tipi di danno

Un temporale può danneggiare tetto, serramenti, impianto elettrico e beni all’interno dell’abitazione. Un allagamento può coinvolgere struttura, contenuto e spese di ricerca del guasto. Il fatto che esista un’unica causa materiale non significa necessariamente che la polizza tratti tutto sotto una sola garanzia.

Se i danni ricadono in sezioni diverse del contratto, possono esistere massimali e franchigie differenti. La questione è capire se la compagnia stia applicando correttamente la struttura della polizza oppure stia moltiplicando le trattenute senza una base contrattuale chiara.

Quando la compagnia considera più eventi

Alcune polizze definiscono “sinistro” o “evento” in modo specifico. Più danni verificatisi nello stesso arco temporale possono essere considerati un unico evento, mentre danni successivi o causati da fenomeni separati possono essere trattati come sinistri distinti. La definizione contrattuale è quindi essenziale.

Se l’assicurazione applica due franchigie sostenendo che vi siano due eventi, dovrebbe spiegare quali siano e quali elementi distinguano l’uno dall’altro.

Esempio: acqua proveniente dallo stesso guasto

Una perdita da una tubazione può provocare il danneggiamento del pavimento, del soffitto del piano inferiore e di mobili. La polizza può distinguere il danno da acqua, la ricerca e riparazione del guasto e il contenuto. È possibile che le garanzie abbiano condizioni diverse, ma il consumatore deve poter capire come siano state applicate.

Consumatori24 ha già approfondito il caso in cui l’assicurazione paga il danno da acqua ma esclude ricerca e riparazione del guasto. Il problema delle franchigie multiple è distinto ma può presentarsi nello stesso sinistro.

Franchigia per garanzia e franchigia per evento

La formulazione della clausola può fare una grande differenza. Una polizza può prevedere una franchigia “per sinistro”, “per evento”, “per garanzia” oppure per singola partita assicurata. Se la compagnia applica una trattenuta a ogni voce, occorre verificare se il contratto lo consenta.

Il prospetto di liquidazione dovrebbe permettere di associare ogni franchigia alla relativa clausola. Se manca questo collegamento, è ragionevole chiedere un conteggio dettagliato.

Scoperto percentuale con minimo

Uno scoperto del 10% con minimo di 500 euro può produrre risultati molto diversi a seconda dell’importo del danno. Se vengono applicati più scoperti a sezioni separate, il minimo può moltiplicarsi. Anche in questo caso bisogna verificare se le sezioni siano davvero autonome ai fini del contratto.

Il calcolo dovrebbe essere trasparente: danno riconosciuto, eventuale vetustà o riduzione, massimale, scoperto, minimo e importo finale. Senza questi passaggi è difficile controllare la liquidazione.

Se il perito divide il danno in più voci

La perizia può separare opere murarie, impianti, beni mobili, spese tecniche e altre componenti. Questa suddivisione è spesso necessaria per quantificare il danno, ma non significa automaticamente che ciascuna voce debba subire una franchigia distinta.

Occorre distinguere la classificazione contabile del danno dalla struttura delle garanzie. Una polizza può prevedere un’unica franchigia anche se la perizia contiene molte voci, oppure più franchigie se sono attivate garanzie effettivamente diverse.

Massimali e sottolimiti possono essere confusi con franchigie

Un indennizzo basso può dipendere anche da massimali o sottolimiti. Ad esempio, una garanzia può coprire fino a una certa cifra per gioielli, apparecchi elettronici o spese di ricerca. La riduzione dovuta a un sottolimite non è una franchigia.

È importante ricostruire separatamente ogni voce, altrimenti si rischia di contestare il meccanismo sbagliato. Consumatori24 ha una guida sulla riduzione dell’indennizzo per sottoassicurazione o regola proporzionale, altro istituto distinto da franchigia e scoperto.

Valore a nuovo, vetustà e franchigia

La compagnia può prima ridurre il valore del bene per vetustà e poi applicare la franchigia. Se la polizza prevedeva “valore a nuovo”, occorre verificare come la clausola sia costruita e se la reintegrazione del deprezzamento dipenda dalla sostituzione del bene.

Consumatori24 ha una foglia specifica sulla polizza casa con valore a nuovo e riduzione per vetustà. In una pratica complessa i due meccanismi possono sommarsi, ma vanno analizzati separatamente.

Se il sinistro interessa più immobili o più unità

Quando la stessa polizza copre più fabbricati, unità o partite assicurate, la compagnia può applicare condizioni specifiche a ciascuna. Un unico temporale può generare danni in più immobili, e la definizione di evento può determinare se la franchigia sia unica o plurima.

Il consumatore dovrebbe verificare la scheda di polizza e non soltanto le condizioni generali, perché le condizioni particolari possono modificare il meccanismo.

Eventi atmosferici: quando la classificazione incide sul calcolo

Una compagnia può classificare una parte dei danni come vento, un’altra come grandine e un’altra ancora come infiltrazione. Se ogni garanzia ha una franchigia diversa, il risultato economico può cambiare molto. La classificazione tecnica dell’evento diventa quindi centrale.

Quando il nodo non è solo il numero delle franchigie ma la qualificazione tecnica dell’evento, è utile distinguere la contestazione sulla causa del danno: vedi l’approfondimento sull’assicurazione che contesta la causa del danno.

Chiedere il prospetto analitico di liquidazione

Se la lettera di liquidazione indica soltanto l’importo finale, è utile chiedere come sia stato ottenuto. Il prospetto dovrebbe mostrare almeno valore del danno riconosciuto, voci escluse, massimali o sottolimiti, franchigie, scoperti e eventuali altre riduzioni.

Questo permette di confrontare il calcolo con le clausole. Una contestazione numerica, con passaggi verificabili, è più efficace di una generica affermazione secondo cui l’importo sarebbe troppo basso.

Quando la compagnia richiama una clausola ma non la allega

Il consumatore dovrebbe avere copia del set informativo e delle condizioni applicabili al proprio contratto. Se la compagnia cita un articolo o una condizione particolare non facilmente individuabile, è utile chiedere il testo esatto e verificare che fosse parte della polizza sottoscritta.

Le clausole possono cambiare tra edizioni diverse dello stesso prodotto: il documento corretto è quello riferibile alla specifica polizza, non una versione generica trovata online.

Reclamo e strumenti successivi

Quando il conteggio non è convincente, il reclamo alla compagnia dovrebbe indicare in modo chiaro quali franchigie si contestano e perché. L’IVASS mette a disposizione un Contact Center e informazioni per i consumatori; dal 2026 è inoltre operativo l’Arbitro Assicurativo per le controversie che rientrano nel suo perimetro dopo il preventivo reclamo all’impresa.

Consumatori24 ha preparato una guida dedicata all’Arbitro Assicurativo e alle controversie che possono essere sottoposte dopo il reclamo.

Documenti da raccogliere

Sono utili polizza completa, DIP e condizioni particolari, denuncia di sinistro, fotografie, preventivi, fatture, perizia, prospetto di liquidazione, lettere della compagnia e ogni documento che quantifichi il danno. Se vi sono più garanzie, è utile creare una tabella con danno riconosciuto, massimale e franchigia applicata a ciascuna.

La cronologia deve indicare anche se la compagnia abbia modificato il conteggio nel corso della pratica e con quale motivazione.

Per la gerarchia generale della controversia consulta la guida madre sui sinistri assicurativi contestati; per la quantificazione complessiva di danni importanti resta utile anche il grande sinistro con risarcimento contestato.

Quando è opportuno chiedere assistenza

È opportuno approfondire quando la compagnia applica più franchigie senza spiegare quali eventi o garanzie le giustifichino, quando il prospetto di liquidazione non consente di ricostruire i calcoli, quando un unico evento viene suddiviso in più sinistri o quando scoperto, vetustà e sottolimiti si sommano senza chiarezza.

Non sempre la presenza di più franchigie è sbagliata; il punto è che ciascuna deve trovare una base nel contratto e nella classificazione del danno.

Consumatori24: leggere insieme polizza, perizia e conteggio

Consumatori24 può esaminare condizioni di assicurazione, perizia e prospetto di liquidazione per verificare se il calcolo sia coerente con le garanzie effettivamente attivate. Nei sinistri complessi la differenza tra evento, sinistro, garanzia e partita assicurata può cambiare significativamente il risultato.

Una pratica efficace ricostruisce ogni passaggio matematico e lo collega alla clausola applicata, evitando contestazioni generiche sul solo importo finale.

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