Quando una piattaforma di trading blocca il prelievo e chiede un nuovo pagamento per una presunta verifica AML, IVA, tassa, cauzione o “conto verificato”, la richiesta va controllata prima di versare altro denaro.
Non tutte le verifiche antiriciclaggio sono false: intermediari regolari possono chiedere documenti e informazioni sulla provenienza dei fondi. Il segnale critico è diverso: una verifica viene trasformata in una richiesta economica straordinaria, spesso urgente, presentata come condizione per liberare somme già disponibili.

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24
Ultimo aggiornamento sostanziale: 12 settembre 2026
Ti chiedono soldi per sbloccare il prelievo?
Raccontaci brevemente cosa è successo. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.
AML e KYC: cosa può essere normale
Controlli di identità, adeguata verifica e richieste sulla provenienza dei fondi possono far parte delle procedure di un intermediario o di un fornitore regolamentato. Possono comportare l’invio di documenti, chiarimenti sulle operazioni o tempi di verifica.
Per questo non è corretto concludere che la sola parola “AML” dimostri una truffa. Bisogna verificare chi chiede cosa, con quale documentazione e a quale soggetto dovrebbe essere pagata l’eventuale somma.
Quando la richiesta diventa particolarmente sospetta
- ti chiedono una percentuale del saldo prima di autorizzare il prelievo;
- parlano di “IVA sul capitale” o di una tassa da versare direttamente al broker o a un wallet;
- pretendono un deposito aggiuntivo per superare il controllo AML;
- la somma viene presentata come rimborsabile subito dopo lo sblocco;
- la richiesta arriva solo via WhatsApp, Telegram o email non verificabile;
- vengono usati loghi di autorità o documenti apparentemente ufficiali per creare urgenza;
- dopo ogni pagamento compare una nuova condizione.
IVA e “tasse per liberare i fondi”: cosa verificare
Una richiesta fiscale non va valutata sulla base del nome usato dal consulente. Chiedi quale norma sarebbe applicabile, chi sarebbe il soggetto creditore, come dovrebbe essere effettuato il pagamento e perché l’importo dovrebbe transitare attraverso il broker, un conto privato o un wallet indicato dal referente.
Se non esiste una spiegazione documentale coerente o la richiesta cambia continuamente, è prudente sospendere nuovi versamenti e ricostruire la vicenda.
“Conto verificato”, cauzione e fondo assicurativo
Altre formule ricorrenti sono “conto verificato”, “deposito cauzionale”, “fondo assicurativo”, “margine di sicurezza” o “commissione di legalizzazione”. Il nome non è decisivo: occorre controllare se il costo era previsto, chi lo richiede, a chi viene pagato e quale servizio reale dovrebbe remunerare.
Una normale commissione contrattuale non è la stessa cosa di una somma improvvisa richiesta separatamente con la promessa di sbloccare un saldo molto più elevato.
Quattro verifiche prima di pagare
- Controlla il soggetto. Verifica società, dominio, autorizzazione e recapiti ufficiali.
- Chiedi la base della richiesta per iscritto. Non affidarti alla sola spiegazione telefonica.
- Controlla il destinatario del pagamento. Un conto o wallet estraneo alla società dichiarata è un elemento da approfondire.
- Conserva la sequenza delle richieste. Salva screenshot, email, chat e ricevute prima di interrompere i contatti.
Se hai già pagato una prima “tassa”
Non effettuare automaticamente il pagamento successivo. Ricostruisci come è stata versata la somma precedente e contatta il soggetto finanziario pertinente — banca, circuito carta o exchange — per capire quali strumenti siano ancora disponibili rispetto a quella specifica operazione.
Puoi leggere anche perché le richieste di denaro possono continuare dopo una truffa trading e la guida sul prelievo trading bloccato.
Attenzione alle false comunicazioni delle autorità
Consob avverte esplicitamente che soggetti fraudolenti possono usare nome, logo, email o perfino numerazioni apparentemente riconducibili all’Autorità per chiedere denaro o criptovalute in relazione a conti “bloccati”. Consob precisa di non rivolgersi direttamente agli investitori per chiedere pagamenti di questo tipo.
Per verificare comunicazioni e avvisi utilizza i canali ufficiali di Consob e l’Investor Corner ESMA.
Domande frequenti
Un controllo AML può bloccare temporaneamente un’operazione?
Sì, verifiche legittime possono richiedere documenti o chiarimenti. Non significa però che sia normale qualunque richiesta economica formulata con il pretesto dell’AML.
Una commissione di prelievo è sempre falsa?
No. Alcuni servizi possono prevedere costi contrattuali. Va distinta una commissione chiara e prevista da una somma straordinaria richiesta all’ultimo momento per liberare il capitale.
Se il documento usa il logo Consob o ESMA posso fidarmi?
No. Loghi e intestazioni possono essere copiati. La comunicazione va verificata attraverso i canali ufficiali dell’autorità indicata.
Descrivi la richiesta AML, IVA o di sblocco
Indica chi ti sta chiedendo il pagamento, quale causale viene utilizzata e come hai già trasferito il denaro. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.