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Una truffa con IBAN falso, sostituito o manipolato può verificarsi quando il consumatore riceve coordinate di pagamento apparentemente corrette ma il bonifico finisce su un conto diverso da quello atteso. Può accadere in una compravendita, nel pagamento di una fattura o quando una comunicazione viene intercettata o sostituita. Il primo passo è capire chi ha fornito l’IBAN, che cosa mostrava la banca prima della conferma e quando è stata scoperta l’anomalia.

Bonifico inviato verso un IBAN manipolato o fraudolento da verificare con la banca

Responsabilità editoriale: Redazione Consumatori24.
Ultimo aggiornamento sostanziale: 13 settembre 2026.

Hai inviato un bonifico a un IBAN che ora risulta sospetto?

Raccontaci brevemente cosa è successo. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.

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IBAN sbagliato per errore e IBAN manipolato non sono la stessa cosa

Se il pagatore digita per errore coordinate diverse da quelle ricevute, il problema nasce dall’errore materiale nell’ordine. Se invece l’IBAN viene comunicato da un truffatore, sostituito in una fattura, modificato in una email o presentato come appartenente a un soggetto diverso, il caso richiede una ricostruzione della frode e delle verifiche effettuate prima del pagamento.

In entrambe le situazioni il tempo è importante, ma non esiste una garanzia di recupero: una volta eseguito il bonifico, le possibilità dipendono dallo stato dell’operazione, dalla collaborazione degli intermediari e dalla disponibilità delle somme sul conto beneficiario.

Dal 9 ottobre 2025 esiste la Verification of Payee

La Banca d’Italia ricorda che dal 9 ottobre 2025, per i bonifici ordinari e istantanei, è obbligatoria la Verification of Payee (VoP), che confronta l’IBAN con il nome o identificativo del beneficiario e restituisce un esito come corrispondenza, mancata corrispondenza, corrispondenza parziale o impossibilità di verifica.

La VoP riduce il rischio di errori e alcune frodi, ma non certifica che il destinatario sia affidabile. Se il pagatore prosegue nonostante una mancata corrispondenza o se il truffatore usa un conto intestato coerentemente con il nome mostrato, la verifica non rende automaticamente sicura l’operazione.

Cosa fare subito dopo aver scoperto l’IBAN sospetto

  1. Contatta immediatamente la banca e chiedi quali tentativi di richiamo o recupero siano ancora possibili.
  2. Chiedi lo stato del bonifico, l’orario di esecuzione e i dati che risultavano al momento della conferma.
  3. Conserva il risultato della verifica beneficiario, se disponibile, e ogni schermata mostrata prima dell’ordine.
  4. Salva email, fatture, messaggi e allegati contenenti l’IBAN ricevuto.
  5. Non effettuare ulteriori pagamenti richiesti per presunti sblocchi, rimborsi o recuperi.
  6. Valuta la denuncia quando emergono elementi di frode, tenendola distinta dal reclamo bancario.

Se il bonifico era istantaneo

La rapidità dell’esecuzione riduce il tempo utile per intervenire, ma non significa che non si debba contattare immediatamente la banca. Per questo scenario puoi consultare anche la guida sul bonifico istantaneo inviato a un truffatore.

Se l’IBAN è stato sostituito in una fattura o in una email

Quando il beneficiario atteso sostiene di non aver mai comunicato quelle coordinate, diventa importante ricostruire la catena delle comunicazioni: messaggio originario, eventuali email successive, dominio del mittente, allegati, intestatario atteso e coordinate precedentemente utilizzate. In alcuni casi l’anomalia può derivare dalla compromissione di una casella email o dalla sostituzione del documento di pagamento.

La responsabilità non può essere attribuita automaticamente senza capire come sia avvenuta la manipolazione e quali controlli fossero ragionevolmente esigibili nel caso concreto.

Richiamo del bonifico e reclamo alla banca

Il richiamo del bonifico è un tentativo operativo che va chiesto tempestivamente e non equivale a un rimborso garantito. Se vuoi approfondire questo passaggio, leggi la pagina sul richiamo del bonifico dopo una truffa.

Quando il cliente ritiene che l’intermediario non abbia gestito correttamente verifiche, informazioni o reclamo, la posizione va esaminata sulla documentazione concreta. Non va però confuso un bonifico disposto personalmente sotto inganno con una diversa operazione bancaria mai autorizzata.

Quali prove conservare

  • ricevuta del bonifico;
  • IBAN e nominativo inseriti nell’ordine;
  • esito VoP eventualmente mostrato;
  • fattura o documento con le coordinate ricevute;
  • email, chat e numeri di telefono utilizzati;
  • reclamo e risposta della banca;
  • eventuale denuncia;
  • cronologia precisa di quando hai scoperto l’anomalia.

Domande frequenti

La banca deve restituire sempre un bonifico fatto a un IBAN fraudolento?

No. Il bonifico disposto dal cliente sotto inganno è diverso da un’operazione non autorizzata. Le responsabilità dipendono dalla dinamica concreta, dalle verifiche e dalla documentazione.

Se la VoP mostrava “mancata corrispondenza” ma ho confermato?

È un elemento importante da valutare perché il sistema aveva segnalato una discordanza prima dell’esecuzione. Non consente però da solo di definire ogni conseguenza giuridica del caso.

Se la VoP dava corrispondenza significa che il beneficiario era sicuro?

No. La VoP verifica la corrispondenza tra nome e IBAN, non l’affidabilità commerciale o l’assenza di frode del destinatario.

Posso chiedere il recall anche se sono passate alcune ore?

Sì, va comunque contattata subito la banca. Le possibilità concrete dipendono dallo stato del trasferimento e dalla disponibilità delle somme.

Fonte istituzionale: Banca d’Italia – Verification of Payee.

Descrivi il bonifico e l’IBAN ricevuto

Indica quando hai disposto il pagamento, chi ti ha comunicato l’IBAN, che cosa mostrava la banca prima della conferma e quali tentativi di recupero sono già stati avviati. L’invio è senza impegno e normalmente rispondiamo entro qualche ora lavorativa.

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