Quando una compagnia riconosce che un infortunio è avvenuto ma riduce o esclude l’indennizzo sostenendo che il danno dipenda, in tutto o in parte, da una patologia o da una menomazione preesistente, la questione non può essere risolta con una formula generica. Bisogna leggere le condizioni di polizza, capire quale situazione medica esistesse prima dell’evento, verificare cosa fosse stato dichiarato alla stipula e distinguere ciò che era già presente da ciò che è stato effettivamente causato o aggravato dall’infortunio.

Responsabilità editoriale. Questo contenuto ha finalità informativa ed è redatto secondo il metodo Consumatori24. La valutazione di una polizza infortuni richiede il testo contrattuale applicabile, la documentazione medica e la motivazione con cui l’impresa ha calcolato o negato l’indennizzo.
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Se la compagnia ha ridotto l’indennizzo richiamando patologie, degenerazioni o menomazioni già esistenti, descrivi l’infortunio, la motivazione ricevuta e quali condizioni di polizza ti sono state applicate.
Patologia preesistente e invalidità da infortunio sono concetti diversi
Una persona può avere, prima dell’infortunio, una condizione clinica nota, un precedente trauma, una degenerazione articolare o una menomazione già stabilizzata. Dopo un nuovo evento, la compagnia può sostenere che una parte del danno non sia attribuibile all’infortunio assicurato. Il nodo è capire come il contratto disciplina questa situazione e su quali elementi medici si fondi la riduzione.
Non basta che in una risonanza compaia una degenerazione o che l’assicurato abbia avuto in passato un problema nella stessa zona. Occorre distinguere tra una condizione preesistente che aveva già prodotto una menomazione, una predisposizione senza effetti funzionali significativi e un quadro nuovo o aggravato dall’evento. Questa distinzione è soprattutto medico-legale e deve essere letta insieme alla clausola assicurativa.
La compagnia deve indicare quale clausola sta applicando
Se la liquidazione viene ridotta, il cliente dovrebbe poter comprendere se l’impresa stia applicando un’esclusione, una clausola relativa alle preesistenze, un criterio di valutazione dell’invalidità o un diverso meccanismo previsto dalle condizioni. Sono ipotesi differenti. Una lettera che si limita a parlare di “stato pregresso” senza spiegare come incida sul calcolo rende difficile valutare la correttezza dell’offerta.
Il punto di partenza è quindi il testo di polizza vigente alla data del sinistro, comprese definizioni, condizioni particolari e tabelle richiamate. Versioni successive pubblicate sul sito della compagnia possono non coincidere con quella sottoscritta anni prima.
Cosa dice IVASS sulle patologie già esistenti
Nella guida “Infortuni e malattia”, IVASS invita a controllare con attenzione le esclusioni e ricorda che nelle polizze possono essere escluse situazioni patologiche precedenti alla stipulazione, in particolare quando erano già emerse attraverso diagnosi, esami o cure, oltre alle conseguenze di precedenti infortuni non dichiarati secondo quanto previsto dal contratto.
Questo richiamo non significa che ogni patologia precedente autorizzi automaticamente una riduzione dopo qualsiasi nuovo infortunio. Serve invece a sottolineare quanto sia importante leggere le condizioni specifiche della polizza e quanto possa incidere ciò che era noto e dichiarato al momento della stipula.
Condizione conosciuta e condizione scoperta dopo non sono la stessa cosa
Una degenerazione rilevata soltanto dopo l’infortunio può essere descritta dal medico come preesistente dal punto di vista biologico, ma ciò non chiarisce automaticamente se l’assicurato ne fosse consapevole prima della stipula o se avesse sintomi, diagnosi o cure. Sono piani diversi: uno riguarda la storia clinica, l’altro le dichiarazioni contrattuali e l’operatività della garanzia.
Per questo è utile ricostruire cartelle, visite ed esami anteriori all’evento senza selezionare soltanto quelli favorevoli. Una cronologia medica completa aiuta a capire se la compagnia stia attribuendo allo “stato pregresso” un peso coerente con i dati disponibili.
Il questionario sanitario e le dichiarazioni alla stipula
Alcune polizze prevedono un questionario sanitario, altre formulano domande specifiche su precedenti infortuni, invalidità o patologie, altre ancora hanno modalità diverse di assunzione del rischio. Se l’impresa richiama una preesistenza, è importante verificare cosa sia stato effettivamente chiesto all’assicurato e come egli abbia risposto.
Non è corretto ricostruire a posteriori obblighi che non risultano dai documenti. Se il questionario esiste, va letto domanda per domanda. Se non esiste o la polizza è stata sottoscritta con procedure semplificate, bisogna comunque verificare quali dichiarazioni siano state rese e quali esclusioni fossero chiaramente indicate.
Un vecchio problema nello stesso distretto non coincide sempre con la menomazione attuale
Un precedente dolore alla spalla, per esempio, non è automaticamente equivalente a una limitazione funzionale permanente della spalla dopo un trauma. Allo stesso modo, un esame radiologico con segni degenerativi non prova da solo quale fosse la capacità funzionale prima dell’infortunio. Il confronto deve essere clinico e documentale.
Se la compagnia sottrae una percentuale per una menomazione precedente, è importante comprendere da quali certificazioni risulti quella percentuale e se la persona avesse effettivamente una limitazione già quantificabile prima del nuovo evento.
Preesistenza, concausa e aggravamento
In alcune situazioni il nuovo trauma non crea da zero il danno, ma rende sintomatica o aggrava una condizione già esistente. È qui che nascono molte controversie. La polizza può prevedere regole specifiche per gli stati patologici preesistenti o per le conseguenze indirette dell’infortunio. Il medico della compagnia può attribuire solo una parte dell’esito all’evento assicurato.
Il consumatore dovrebbe poter comprendere il passaggio logico: quale menomazione finale è stata riconosciuta, quale quota viene considerata precedente, quale quota viene attribuita all’infortunio e in base a quali documenti. Senza questa scomposizione, una percentuale finale molto bassa può risultare difficile da verificare.
La valutazione della percentuale è un tema distinto
Consumatori24 ha già affrontato il caso della invalidità permanente valutata troppo bassa. Quel problema riguarda soprattutto la quantificazione complessiva dell’invalidità. Qui il tema è più specifico: la riduzione motivata dalla presenza di una condizione anteriore.
Le due questioni possono coesistere, ma vanno separate. Una compagnia può riconoscere una certa invalidità e poi ridurla per lo stato pregresso; oppure può direttamente attribuire al trauma una percentuale inferiore. Capire quale meccanismo è stato usato evita di contestare il punto sbagliato.
Quali documenti medici contano davvero
La documentazione utile comprende il certificato del pronto soccorso o della prima visita dopo il trauma, gli esami diagnostici, le cartelle delle terapie, le visite specialistiche, eventuali interventi e i certificati finali. Ma, quando viene richiamata una preesistenza, servono anche i documenti precedenti: visite per la stessa zona, vecchie radiografie, diagnosi, invalidità già riconosciute o assenza di precedenti trattamenti.
Una perizia medico-legale può essere necessaria nei casi economicamente rilevanti, ma dovrebbe partire dalla documentazione completa. Una relazione che ignora il passato clinico rischia di essere facilmente contestata; una relazione che distingue in modo motivato lo stato precedente dall’aggravamento può invece rendere più chiara la discussione.
Quando la compagnia chiede vecchie cartelle cliniche
La richiesta di documenti precedenti può essere comprensibile se serve a verificare una condizione che incide sulla garanzia. Tuttavia il cliente dovrebbe sapere quali informazioni siano necessarie e per quale ragione. È opportuno evitare invii indiscriminati di documenti non pertinenti, ma anche omissioni che impediscano di ricostruire correttamente la storia clinica.
Se la compagnia formula richieste molto ampie, può essere utile chiarire l’oggetto dell’accertamento. La trasparenza è importante perché la documentazione sanitaria contiene dati particolarmente delicati e deve essere trattata per finalità coerenti con la gestione del sinistro.
Come leggere la proposta di liquidazione
La proposta dovrebbe indicare almeno la percentuale riconosciuta, il capitale assicurato o il criterio economico applicabile, eventuali franchigie e le ragioni di una riduzione dovuta allo stato precedente. Se manca una parte di questi dati, il cliente può avere difficoltà a capire come si sia arrivati alla somma offerta.
Bisogna inoltre verificare se la polizza utilizzi una tabella specifica, se preveda franchigie variabili e se il capitale assicurato sia quello corretto alla data del sinistro. Una riduzione attribuita alla preesistenza può sommarsi ad altri meccanismi contrattuali, producendo un risultato molto diverso dalla semplice moltiplicazione tra capitale e percentuale.
Reclamo all’impresa e strumenti successivi
Quando il problema non si risolve con il liquidatore o con il medico incaricato, il cliente può presentare un reclamo formale all’impresa. Il reclamo dovrebbe identificare il sinistro, spiegare in modo preciso il punto contestato e allegare i documenti essenziali. Non è utile inviare decine di pagine senza indicare quale clausola o quale valutazione si ritiene non corretta.
IVASS mette a disposizione un Contact Center per i consumatori e informazioni sui reclami. L’Autorità svolge funzioni di vigilanza e assistenza informativa, ma non sostituisce automaticamente una valutazione medico-legale del singolo danno. Per il quadro generale del cluster consulta la guida madre su sinistri assicurativi contestati e risarcimenti negati.
Quando chiedere assistenza
Una valutazione è particolarmente utile quando l’indennizzo è stato ridotto in modo rilevante per una patologia che non aveva mai dato sintomi, quando la compagnia non indica come abbia quantificato lo stato pregresso, quando il questionario sanitario non sembra coerente con le contestazioni mosse oppure quando i medici attribuiscono all’infortunio un aggravamento significativo che l’impresa non riconosce.
Nei sinistri di maggiore valore conviene mettere ordine prima di accettare una liquidazione definitiva: polizza, fascicolo informativo, questionario, documentazione medica prima e dopo il trauma, relazione del medico della compagnia e proposta economica. L’obiettivo è capire se la riduzione trovi effettivo fondamento nel contratto e nei dati clinici.
Fonti e approfondimenti
La guida IVASS “Infortuni e malattia” spiega in linguaggio semplice garanzie, esclusioni e aspetti da verificare nelle polizze. Per orientamento e reclami è disponibile la sezione IVASS per i consumatori. Sul sito Consumatori24 puoi consultare anche l’Area Legale e l’approfondimento sulla valutazione dell’invalidità permanente.